Roma Capitale

La doppia indennità del presidente

Grappelli Alla guida anche di Officine generali si «assegna» il premio negato in Atac L’Ad Broggi punta invece all’aumento dello stipendio legandolo al taglio del debito

La ripresa dell’inchiesta sui biglietti clonati dell’Atac è certamente la cornice migliore per il Consiglio straordinario che si terrà nel pomeriggio in Aula Giulio Cesare. Attesi in Assemblea i vertici aziendali. Da discutere tuttavia non ci sarà solo il colpo di coda di un’inchiesta che, per quanto sconvolgente, ha le sue radici nel passato, quanto piuttosto il presente e il futuro della maggiore azienda di trasporto pubblico italiana. Una situazione da affrontare dalla testa. All’ordine del giorno del prossimo consiglio di amministrazione Atac, previsto il 27 novembre, è iscritto al primo punto l’adeguamento del trattamento economico del nuovo amministratore delegato, Danilo Broggi, vanto del sindaco Marino e dell’assessore Impronta anche nella vicenda della bigliettazione taroccata (della quale ricordiamo dal 2012 non si ha più traccia). Lo stipendio è attualmente fissato in 67 mila euro. «Pochi» per la gestione di un’azienda con le casse allo stremo. In presenza di una normativa rigida e delle parole del sindaco Marino sul taglio al tetto dei manager risulta difficile però decidere un aumento ad hoc per il nuovo Ad. La proposta sarebbe dunque quella di introdurre un premio di produttività legato al taglio del debito aziendale. Questo significa però non porre limiti sia all’abbattimento del debito sia al premio in soldi che ne deriverebbe. Non secondario poi l’aspetto che il nuovo Ad è stato chiamato proprio per riportare in equilibrio i conti. E con lo stipendio fissato a 67 mila euro l’anno. Ma c’è dell’altro. E riguarda l’internalizzazione di Officine Grandi Revisioni, ovvero delle officine di manutenzione dell’Atac. Il presidente Atac, Roberto Grappelli, subentrato a Carbonetti nel dicembre 2012 ha mantenuto ad interim la carica di amministratore unico di Ogr: il suo stipendio, omnicomprensivo, è di 79 mila euro lordi. Fin qui poco male. Secondo fonti interne all’azienda Grappelli avrebbe assunto nel 2011 anche la carica di direttore operativo, dalle dimissioni di Marco Coletti, (quest’ultimo ha vantato per tempo il doppio incarico all’Astral), facendosi erogare un’indennità del suo predecessore per quattro mesi. Non solo, a giugno il Cda Atac, presieduto dallo stesso Grappelli, decide di non erogare il premio di risultato. In tempi di spending review e con un’azienda che fa acqua da tutte le parti non sarebbe stato politicamente, o meglio socialmente corretto. Buon per i cittadini. Se non fosse che a luglio, l’amministratore unico e direttore operativo di Ogr, alias Grappelli presidente Atac, si «assegna» un premio di risultato di circa 60 mila euro. Cifre inferiori erogate anche ad altri tre dirigenti apicali. Sempre voci interne riferiscono di un presunto accordo tra Grappelli e Broggi. Se Ogr verrà internalizzata in Atac, (perché si deve avere un’azienda esterna all’Atac ed entrambe essere guidate dalla stessa persona?), è probabile che Grappelli possa avvalersi della nuova forma contrattuale che l’Ad Broggi porterà all’attenzione del Cda del 27, ovvero legare il premio di produttività alla riduzione del debito Atac. Restando ancora al comando dell’azienda. La permanenza di Grappelli alla presidenza sarebbe stata "rivendicata" ufficiosamente dal sindaco Marino come un messaggio di pace all’opposizione, che però non sembra affatto interessata a battersi per il mantenimento di Grappelli alla guida dell’Atac. Anzi. La sfida vera è quella di azzerare la nuova macro struttura, approvata in solitudine da sindaco e assessore, e ricominciare davvero. Una richiesta questa che arriva a gran voce dalla stessa maggioranza, come ricordato ieri dai consiglieri Sel. Oggi il dibattito, si spera su questo.

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