Dopo giorni di polemiche e una mozione del centrodestra che ne chiede le dimissioni, l’assessore alla Cultura della Regione, Lidia Ravera, ha chiesto «scusa». Le sue dichiarazioni nel commentare la delibera di Renzi per un cimitero dei bimbi non nati, che a Roma esiste dal 2012, aveva lasciato attoniti cattolici e non. Frasi come i feti sono «grumi di materia» e donne «animali preposti alla sopravvivenza della specie», hanno sollevato gli scudi non contro il libero pensiero di una cittadina ma contro le dichiarazioni di un rappresentante istituzionale. «Nelle mie parole, non c’era alcun disprezzo, né alcuna forma di sottovalutazione di un sentimento complesso e sempre legittimo. Il mio era un discorso politico. Sono stata violenta? Me ne scuso. Mi scuso di essere stata troppo irruente. Non è la prima volta che esprimo questi timori e queste perplessità. L'ho sempre fatto: da scrittrice, da cittadina» scrive la Ravera che aggiunge «l’opinione, fredda e razionale, espressa la settimana scorsa, ha suscitato un effetto che non avevo previsto, che non avrei voluto» e ha quindi spiegato che le sue parole sono figlie di un dolore vissuto, di un suo aborto spontaneo avvenuto nel 1977. «...Se sto raccontando di quel mio lontano dolore - ha concluso - è perché ho urtato, evidentemente, la sensibilità di alcune donne ed è a loro che l’assessore chiede scusa». Scuse tuttavia non sufficienti all’opposizione che continua a chiedere a presidente e assessore di riferire in Aula. Difficilmente accadrà. Il capogruppo Pd, Vincenzi ha già chiarito: «L’assessore si è scusata, no a strumentalizzazioni». Infierire del resto avrebbe poco senso.
Aborto La Ravera si scusa
Dopo giorni di polemiche e una mozione del centrodestra che ne chiede le dimissioni, l’assessore alla Cultura della Regione, Lidia Ravera, ha chiesto «scusa». Le sue dichiarazioni nel commentare la...