Sapevano che era un poliziotto, lo hanno fissato insistentemente, lo hanno deriso, fino a sfidarlo - da un tavolino all’altro - chiamandolo con un cenno di disprezzo "Guardia". Quindi hanno aspettato che il loro "obiettivo" si allontanasse per inseguirlo a bordo di una macchina e lanciargli contro una molotov. E’ quanto accaduto giovedì sera ad un agente in servizio nel Commissariato di Ostia. Un ragazzo stimato e benvoluto dai colleghi, che è stato letteralmente pedinato e aggredito senza apparenti motivi per la sola ragione di essere un poliziotto. I fatti iniziano intorno alle 23,30. L’agente è seduto ad un tavolino del Guinness cafè, in piazza Sagona, insieme alla sua fidanzata. Un gruppo di ragazzi, non è chiaro se si trovassero nello stesso pub per puro caso o se lo avessero seguito già prima, lo fissa senza mai distogliere lo sguardo. Uno dice qualcosa, gli altri ridono, fino a quando il più sfrontato decide di sfidare direttamente il poliziotto: «Ah guardia, ce l’avemo co te». L’agente, da diverso tempo agli ordini di Antonio Franco, a quel punto si alza per chiedere loro se si conoscessero. Non avendo ottenuto risposta e credendo fosse finita lì, è quindi tornato al tavolo dove la fidanzata – sbalordita – assisteva alla scena, per andarsene altrove. Uscito dal pub, molto conosciuto e frequentato a Ostia, si è messo al volante della propria auto. Pochi metri dopo, in piazza Sirio, la ragazza seduta accanto a lui ha fatto appena in tempo a notare le fiamme che già bruciavano la parte posteriore della macchina: è stato un attimo. Quando la coppia è riuscita ad uscire in strada, due ragazzi a bordo di una Ford Fiesta gli sono letteralmente sfrecciati davanti gridando all’agente l’ennesimo, pesante insulto, prima di fuggire via. Il poliziotto, riuscito ad annotare la targa, si è quindi presentato nel commissariato di via Zerbi - intorno all’una e mezza - per sporgere denuncia. Rintracciata la proprietaria della Fiesta, gli investigatori sono quindi risaliti al figlio, responsabile del lancio della molotov. Il ragazzo, Massimo F. 22enne di zona, ha ammesso tutto dichiarando di aver agito insieme ad un amico tuttora irreperibile. Denunciato, si trova ora a disposizione dell’autorità giudiziaria. Illesi il poliziotto e la sua fidanzata. Restano sconosciuti, ad oggi, i motivi di un gesto folle che avrebbe potuto provocare danni e conseguenze ben peggiori.
Poliziotto insultato, gli lanciano una molotov
Sapevano che era un poliziotto, lo hanno fissato insistentemente, lo hanno deriso, fino a sfidarlo - da un tavolino all’altro - chiamandolo con un cenno di disprezzo "Guardia". Quindi hanno...
