Roma Capitale

Atac, Marino: ora punizioni esemplari

Scandalo biglietti clonati, il sindaco chiede l'aiuto dei romani: sarei felice di avere informazioni da parte dei cittadini da portare al procuratore

"Ora punizione esemplari". Il sindaco Ignazio Marino in una conferenza stampa in Campidoglio ha chiesto anche ai cittadini di aiutarlo per "avere informazioni da portare al procuratore" relativo allo scandalo dei biglietti Atac clonati. "Su tutta questa vicenda andremo avanti con determinazione. Abbiamo già chiesto all'avvocatura del Campidoglio di costituirci parte civile nei processi che ci saranno",  ha detto il sindaco nella sala della Protomoteca. "Sono qui per avere l'opportunità di parlare per dire con chiarezza che quello che abbiamo letto sui giornali, lo scandalo che riguarderebbe i biglietti emessi dalla nostra importante azienda, è qualcosa che va riferito a tempi precedenti alla nostra amministrazione. Ciò non toglie che non siano fatti gravissimi". Marino.   Chiarezza, trasparenza e, se quanto descritto dall'inchiesta venisse confermato, la totale restituzione delle risorse distratte dalle casse dell'azienda. Sono queste, in sintesi, le richieste che i sindacati del comparto trasporti hanno presentato all'amministrazione all'indomani dell'esplosione del caso dei biglietti Atac clonati, durante l'audizione di stamattina in commissione capitolina Mobilità, presieduta da Anna Maria Proietti Cesaretti (Sel), che ha aperto la seduta auspicando «un immediato intervento di risanamento dell'azienda per la tutela dei lavoratori e dei cittadini. Se vero, quanto successo sarebbe inaccettabile». Alla riunione della commissione erano presenti anche alcuni dipendenti della municipalizzata. Da parte dei segretari regionali Marco Capparelli (Filt Cigl), Gianluca Donati (Fit Cisl), Simona Rossitto (Uil Trasporti) e Valentina Iori (Ugl Trasporti) c'è stato un intervento unitario: «Chiediamo alle istituzioni di fare chiarezza su questa situazione, così come sulla vicenda Trambus Open e su tutti gli appalti. Noi avevamo dei sospetti che avevamo già denunciato un mese fa, ora non possiamo fare altrimenti che chiedere più trasparenza possibile in merito a vicende che indeboliscono sia l'azienda che i lavoratori», ha detto Capparelli a nome dei colleghi.   Ora, ha sottolineato il sindacalista della Cgil, «ci aspetta una fase molto delicata in cui la priorità è la salvaguardia dei livelli occupazionali: i problemi che partono dalla crisi aziendale vanno a intaccare fortemente le condizioni di tutti i posti di lavoro di Atac, con un'azienda che trascura la qualità del lavoro mentre ci potrebbe essere uno sperpero di risorse che invece potrebbero essere utilizzate per migliorare la qualità del lavoro». Per i sindacati «serve responsabilità da parte di tutti, l'Atac è un'azienda seria che deve ripartire e diventare in grado di competere con tutte le altre sul territorio italiano ed europeo, ma per ridargli la giusta dignità c'è bisogno che tutti, politica, sindacati e lavoratori, siano uniti e coesi contro chi potrebbe essersi approfittato della propria posizione manageriale». «Se si dice che sono 13 anni che all'azienda mancano 70 milioni di euro questo vuol dire che in totale si parla di un miliardo, ovvero una manovra», ha aggiunto Donati, ribadendo che «bisogna fare immediatamente chiarezza all'interno dell'Atac e la politica deve dare risposte, perchè quelle risorse vanno riportate all'interno dell'azienda». «Da due anni chiedevamo di andare a controllare gli appalti e nessuno lo ha fatto», ha sottolineato Iori, mentre per Rossitto «è necessario rimettere in circolo virtuoso l'azienda, il che comporta un lavoro importante e la volontà da parte di tutti di remare in quella direzione, e noi la nostra non possiamo che ribadirla».

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