Roma Capitale

Aumenti e polemiche. Bilancio in bilico

Con la Trise potrebbe aumentare la quota dei servizi indivisibili oggi a 0,30 cent a metro quadro

Doveva essere un bilancio "tecnico" quello del 2013, da approvare sul filo di lana entro il 30 novembre, ma la sua struttura politica, piace a pochi, nonostante una seduta fiume della giunta capitolina, che ha approvato la manovra in tarda notte dopo ore di confronto. Tagli a beni e servizi per 131 milioni, riduzione della spesa contabile complessiva per 230 e un piano investimenti di 1,3 miliardi. Soddisfatto il sindaco e l’assessore al Bilancio Daniela Morgante, entrambi consapevoli che la vera sfida è tutta nel previsionale 2014. Non proprio però. A bloccare un’approvazione di bilancio che sembrava praticamente scontata, un presunto «buco» Ama di 52 milioni. Questo in apparenza. I 52 milioni in più sui conti dell’azienda rifiuti erano infatti noti da tempo e oggetto di specifiche riunioni. L’aumento del costo di gestione di 25 milioni infatti è dovuto al trattamento dei rifiuti fuori Malagrotta, dal primo aprile ad Albano, Viterbo e Frosinone e dal 1 ottobre all’estero; ancora 23 milioni sono da ascrivere nel recupero evasione, il resto è dovuto all’aumento dell’Iva. Il punto, piuttosto, è un altro. Si parla infatti dell’aumento della Tares, ovvero della nuova Trise prevista dalla legge di Stabilità. Un «tris» di tasse composto da rifiuti, servizi indivisibili, e vecchia Imu. Sulla prima voce non risulta al momento alcun aumento, mentre sulla vecchia Imu peseranno, almeno per 120 milioni i nuovi classamenti catastali. La partita dunque si potrebbe giocare sui "servizi indivisibili", oggi compresi nella Tares e fissata dall’ex sindaco Alemanno al minimo di 0,30 centesimi al metro quadrato. Un’ipotesi questa che verrà vagliata con estrema attenzione soprattutto in sede di commissione Bilancio. Semmai ci arriverà. Sul bilancio 2013 che precede il previsionale 2014, nonostante approvato a fine anno e per questo più "virtuale" che reale, già aleggia un malessere non solo diffuso ma soprattutto bipartisan. Alla delusione, cocente, dei Municipi, si è aggiunto l’ammonimento dei sindacati. I segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Claudio di Berardino, Mario Bertone e Pierpaolo Bombardieri, in una nota congiunta lanciano un messaggio chiaro: «I numeri che leggiamo sulla stampa in merito al bilancio comunale 2013 appaiono alquanto incongruenti e lasciano aperte molte domande, cui non riusciamo al momento a dare risposta, essendo mancato tra l’altro il necessario confronto con le parti sociali. Chiediamo pertanto al sindaco Marino e alla Giunta un immediato confronto sul bilancio 2013, prima che approdi in Consiglio». Non va meglio all’interno della maggioranza dove il capogruppo Sel, Gianluca Peciola averte: «Da una prima analisi si evince che i tagli andranno a colpire maggiormente il Dipartimento riqualificazione delle periferie e i Municipi più decentrati. Sembrerebbe un controsenso aumentare di 10 milioni di euro la spesa sociale e ridurre al contempo del 70% il budget per le periferie, che sono i luoghi dove il disagio sociale è più grave. Il Gruppo Sel del Campidoglio sarà in prima linea per la salvaguardia di tutti quegli interventi economici legati alle periferie, alla scuola, alla cultura, al sociale e all’ambiente». All’imbarazzo, sul quale è sceso il silenzio del Pd, della maggioranza si unisce - perfettamente - la linea dura decisa ieri in una riunione dal Pdl alla presenza dei coordinatori romano e laziale, Sammarco e Piso. L’obiettivo è quello di fare un’opposizione senza sconti, nei Municipi dove si prevede la presentazione di almeno 3-4 mila emendamenti ed ordini del giorno a parlamentino, e soprattutto in Aula Giulio Cesare. Un bilancio di tagli al quale si aggiunge un’attività del sindaco del tutto inconsistente spingono una parte del Pdl a mettere in seria difficoltà giunta e maggioranza, certamente facendo sforare i tempi perentori per l’approvazione del bilancio fissati al 30 novembre. Una linea dura che trova convinti i consiglieri Pomarici, Quarzo e Cantiani. I falchi del Pdl capitolino ai quali si potrebbe aggiungere Davide Bordoni. C’è però chi suggerisce una linea più "morbida" o meglio di medio periodo, come Giordano Tredicine che punterebbe a "tenere a galla" il primo cittadino per un altro anno, consentendo così al centrodestra di ragionare su un candidato sindaco. Scenari tuttavia improbabili senza una bella spallata - sottobanco - di una parte del centrosinistra.

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