Roma Capitale

La scheda Trentuno rifugi grazie ai volontari

PESCARA In Abruzzo, tra canili e rifugi per fidi, sono presenti 31 strutture. Un fitto universo, in gran parte affidato al volontariato. Valentina Donadio, responsabile regionale della Lega del Cane,...

PESCARA In Abruzzo, tra canili e rifugi per fidi, sono presenti 31 strutture. Un fitto universo, in gran parte affidato al volontariato. Valentina Donadio, responsabile regionale della Lega del Cane, è impegnata da oltre vent'anni nel recupero di randagi e cani abbandonati. Segue da vicino i due rifugi attivi a Pescara e Francavilla al Mare e nel corso del tempo ha contribuito a salvare centinaia di esemplari. «Nel 99% dei casi è possibile restituire i cani ad un'esistenza normale - racconta - Quelli abbandonati sono quasi sempre traumatizzati e vittime di maltrattamenti». Nei rifugi si seguono specifiche procedure. «Quando li raccogliamo, sono terrorizzati, spauriti e comprensibilmente diffidenti - spiega Donadio - All'inizio li sistemiamo in dei box da soli, nel giro di qualche giorno si tranquillizzano e gradualmente iniziamo ad instaurare un rapporto con loro. Solo in seguito avviene la socializzazione con gli altri cani e quando sono pienamente recuperati sono pronti per essere affidati a chi li richiede». Ogni cane ha la sua storia e il suo vissuto: «È capitato che alcuni fidi instaurassero immediatamente un ottimo rapporto con le volontarie e che invece tentassero di mordere i volontari, segno che avevano subito dei maltrattamenti da parte di persone di sesso maschile». Alcuni casi risultano particolarmente difficili. «Tanti anni fa sottraemmo un pitbull ad un proprietario che si era comportato in maniera meschina - ricorda la responsabile della Lega del cane - Il cane aveva cicatrici su tutto il corpo ed era molto aggressivo, sembrava un caso disperato, ma avvalendoci di un veterinario comportamentalista, come facciamo in molte occasioni, riuscimmo a recuperarlo pienamente». Nell'area Pescarese, purtroppo, l'abbandono dei cani è una prassi consolidata: «Nella zona di Fosso Grande, fino a poco tempo addietro, raccoglievamo quasi quotidianamente dei fidi abbandonati». Anche Donadio, come molti operatori del settore, è impegnata nel tentativo di bloccare la legge «ammazzacani». Nei giorni scorsi ha incontrato diversi consiglieri regionali. «Stiamo cercando di capire come sia stato possibile partorire una legge scritta così male - osserva l'esperta - e non ci spieghiamo come possano essere arrivate dalle Asl indicazioni così assurde e in contrasto con la legge quadro nazionale». Donadio entra nel dettaglio. «La soppressione di un cane non può essere richiesta dal proprietario, ma al limite da un veterinario - sottolinea - E quanto all'abbattimento dei cani inselvatichiti, non c'è affatto bisogno di ucciderli, dal momento che è sempre possibile prenderli, ad esempio inserendo del sonnifero nei bocconi o con i fucili spara-calmanti in dotazione alle Asl, e successivamente procedere al loro recupero».

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