Diciassette delibere e tre mozioni. È questa la ricetta del centrodestra capitolino per far ripartire uno dei settori vitali dell’economia romana, l’urbanistica. A presentare il pacchetto i capigruppo in Assemblea capitolina Fabrizio Ghera (Fratelli d’Italia), Sveva Belviso (PdL), Gianni Alemanno (Rete Attiva X Roma) e Roberto Cantiani (Gruppo Misto). Nel particolare le delibere riguardano: variante dei piani di zona; variante Tor Bella Monaca; «Piano delle alienazioni e valorizzazioni degli immobili militari della Città di Roma»; variante all’ex Fiera di Roma; valorizzazione Atac Rimessa Vittoria Bainsizza- Atac Patrimonio; adozione del Piano Esecutivo per il recupero urbanistico del nucleo di edilizia ex abusiva «Cava Pace»; indirizzi per la valorizzazione Museo di Roma. L’approvazione di queste delibere potrebbe attivare, secondo i gruppi d’opposiziome, investimenti complessivi per 1,8 miliardi, con un ritorno occupazionale di 35.000 addetti e 5000 alloggi di housing sociale. Si tratta di delibere definite «strategiche» che consentono, ad esempio, la valorizzazione delle caserme militari, nuovi insediamenti universitari, tutela storica e qualità estetica degli edifici storici non vincolati. Le tre mozioni, invece, riguardano il completamento della manovra sul recupero delle aree ex abusive, i cosiddetti toponimi; il completamento dell’acquisizione dei Piani di Zona «167» e la loro assegnazione agli operatori aventi titolo; l’adozione del programma urbanistico denominato Waterfront. Con l’accoglimento delle mozioni, secondo gli esponenti dell’opposizione, sarà possibile programmare investimenti in opere pubbliche, quindi servizi per i cittadini. Gli investimenti privati, invece, sarebbero pari a 2,15 miliardi, con un ritorno occupazionale di circa 50.000 addetti. A sottolineare l’iter dei 20 provvedimenti in materia urbanistica è Gianni Alemanno: «In questo periodo si doveva e si poteva fare delle riunioni in cui si affrontava il problema delle delibere urbanistiche, che non hanno bisogno di soldi ma ne creano. Di fronte a questa realtà, è dovere della nostra opposizione sbloccare la situazione». Replica la maggioranza con il capogruppo Pd, Francesco D’Ausilio: «L’opposizione sullo sviluppo del settore urbanistico arriva tardi. Già un mese fa, durante l’evento "Le scelte per Roma", presentammo un pacchetto di misure per creare uno shock nel settore urbanistico. Tra queste una sessione urbanistica straordinaria dell’Assemblea capitolina, in stretta relazione con la Regione, per accelerare e completare l’iter di progetti e interventi a lungo attesi»; il capogruppo Sel, Gialuca Peciola: «Apprezziamo l’atteggiamento di collaborazione dei consiglieri dell’opposizione per il rilancio dell’economia romana e dell’occupazione, che comunque consideriamo tardivo essendo stati cinque anni al governo»; e il coordinatore della maggioranza Fabrizio Panecaldo: «L’opposizione faccia pace con se stessa: è evidentemente impossibile affermare di volere il rilancio della città con lo sblocco dei cantieri e, al tempo stesso, dichiararsi pronti e agguerriti a determinare il commissariamento di Roma attraverso una valanga di emendamenti al bilancio. Predicare bene e razzolare male significherebbe in questo caso fare solo propaganda e pugnalare la Capitale alle spalle».
Il centrodestra scende in campo con 17 delibere
Diciassette delibere e tre mozioni. È questa la ricetta del centrodestra capitolino per far ripartire uno dei settori vitali dell’economia romana, l’urbanistica. A presentare il pacchetto i...