Roma Capitale

Dietro la morte l’ombra dell’usura

E’ ancora giallo sulla morte di Mohamed Ebraim Lashein, il 52enne egiziano il cui corpo senza vita è stato trovato lunedì pomeriggio in aperta campagna a Roma, in via della Marcigliana. Un...

E’ ancora giallo sulla morte di Mohamed Ebraim Lashein, il 52enne egiziano il cui corpo senza vita è stato trovato lunedì pomeriggio in aperta campagna a Roma, in via della Marcigliana. Un commerciante facoltoso, proprietario di tre frutterie, di cui la famiglia però aveva perso le tracce già da sabato. Poi la scoperta del corpo su una strada sterrata vicino ad un laghetto per la pesca sportiva. Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile della capitale, sono a tutto campo anche se nel passato di Lashein ci sono degli episodi che farebbero pensare alla pista dell’usura. In Italia dal 1995, il 52enne, perfettamente integrato nel tessuto sociale della città, si era distinto per l’apertura di numerose attività commerciali di rivendita al dettaglio di frutta e verdura. Ma già del 2005, però, cominciano ad emergere i primi problemi legati ad alcune minacce di estorsione rivoltegli da italiani. Nello stesso anno, infatti, è proprio Lashein a denunciare un incendio doloso del suo chiosco a viale di Tor di Quinto. Ancora nel 2005 il 52enne è stato vittima di una rapina a scopo di estorsione. Poi, circa un anno fa, il suo negozio in via Romeo Rodriguez Pereira, alla Balduina, è andato a fuoco. Tra la comunità egiziana, erano in molti a conoscerlo. Una brava persona, hanno detto, ma che aveva subito molti guai a causa delle sue attività commerciali. Sembra, infatti, che oltre agli episodi più eclatanti di incendi o rapine, le sue frutterie fossero bersaglio continuo di furti più o meno importanti. Ma la vita dell’egiziano, in generale era condotta in modo regolare. Nessuna macchia nel suo passato sembrerebbe indirizzare le indagini verso piste diverse. Anche sulle cause della sua morte bisogna ancora fare luce. Oggi pomeriggio, infatti, verrà eseguita l’autopsia sul corpo di Lashein ritrovato con le mani legate dietro la schiena. Da una prima ispezione cadaverica non sarebbe emerso nessun dettaglio utile sulle cause del decesso. Sicuramente non si è trattato di un’esecuzione con un’arma da fuoco. Sulla salma, inoltre, non c’erano segni di violenza. Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori anche quella di un possibile malore che avrebbe colto l’egiziano. Forse nelle intenzioni di chi ha abbandonato il corpo in via della Marcigliana, non c’era quella di uccidere il 52enne. Sotto inchiesta, poi,ci sarebbero anche i tabulati relativi alle telefonate in entrata e in uscita e le celle che hanno agganciato le ultime conversazioni della vittima.

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