Dimissioni a sorpresa in casa Ama. I quattro consiglieri del Consiglio di amministrazione hanno infatti rimesso il proprio mandato al sindaco Marino, provocando di fatto le la decadenza anche del presidente Benvenuti. I primi a lanciare un preziosissimo assist per lo spoil system al primo cittadino sono stati Giuseppe Berti e Gianni De Ritis entrambi in quota centrodestra, ovvero a Luca Gramazio il primo e a Mauro Cutrufo il secondo. A seguire poi gli altri, rispettivamente Teresa Fasoli (Pd) e Stefano Commini (Udc). Una scelta obbligata per questi ultimi, per rientrare in "pista" e non lasciare campo libero a un probabile accordo diretto tra i futuri nuovi vertici Ama e il primo cittadino. Comincia infatti già da oggi un altro match della partita sulle municipalizzate. Uno spoil system fuori dai schemi quello adottato dal Campidoglio che crea fibrillazione in entrambi gli schieramenti. Nel centrodestra perché fornire un assist così prezioso al centrosinistra non ha alcun senso politico, nel Pd perché molti autorevoli esponenti ignoravano una mossa che sa tanto di accordo diretto tra gli interessati e il primo cittadino. Un po’ come accaduto in Atac, la paura è che il partito, o meglio i partiti della maggioranza vengano esclusi dalla scelta della governance cittadina. Così come farà riflettere la nomina, prevista per oggi, del nuovo Cda di Assicurazioni di Roma, frutto di una selezione di circa 40 curricula. Alla guida andrà nel ruolo di presidente l’avvocato Giorgio Gallone, al suo fianco l’avvocato Valeria Falce e la dirigente in pensione dal 2012 della stessa AdiR, Paola Maria Moreschi. Si cerca così di chiudere la travagliata vicenda dell’azzeramento dei vertici della Mutua capitolina, oggetto di un contenzioso giudiziario appena cominciato. Tra nomine più o meno condivise dalla maggioranza capitolina c’è tuttavia un elemento che la politica rischia di sottovalutare. I dipendenti comunali hanno infatti indetto per oggi un’assemblea unitaria per protestare contro le assunzioni di dirigenti esterni e consulenti. La goccia che ha fatto davvero traboccare il vaso il mancato scorrimento delle graduatorie interne e l’ennesimo avviso pubblico per la ricerca di un dirigente esterno, denunciato dalla Uil Fpl, per il coordinamento di un Ufficio di scopo per “adeguamento della disciplina regolamentare e contrattuale decentrata dell’ente alla riforma dell’organizzazione e del lavoro pubblici”. Al fianco dei dipendenti capitolini oggi, il consigliere comunale di Cittadini x Roma, Ignazio Cozzoli. «Condivido in pieno la dura protesta dei dipendenti di Roma Capitale. Da sindacalista, da operatore del diritto del lavoro e da cittadino mi vergogno per le umiliazioni che questa maggioranza sta infliggendo ai dipendenti capitolini. La mia assistente è inquadrata nella categoria C dal 1997 e ha svolto e svolge mansioni da funzionario. Per vedere riconosciuto il suo diritto alla carriera - aggiunge Cozzoli - ha partecipato, come tanti altri, ad un concorso interno per le progressioni verticali. Ora, la relativa graduatoria rischia di decadere il 31 dicembre, dietro un'ombra di silenzi, complicità e nebbia non più sopportabili».
Ama e AdiR, cambio ai vertici
Dipendenti comunali in rivolta contro le assunzioni esterne
