Roma Capitale

Emergenza casa, arriva il piano nazionale

Incontro Letta-Lupi: fondi per 140 milioni, previsto un sostegno per la «morosità incolpevole»

Nell’attesa di comprendere le sorti del decreto «Salva Roma» - del quale sembrano essersi perse le tracce a Palazzo Chigi - dal Governo arriva comunque una notizia attesa. Il Piano nazionale per l’emergenza casa del quale ieri il premier Enrico Letta e il ministro alle Infrastrutture, Maurizio Lupi, ne hanno tracciato le linee, arriva al momento giusto. Ovvero in giornate difficilissime per la Capitale, dove si rivive il triste capitolo delle okkupazioni con una tensione sociale che rischia di sfuggire di mano. «Il problema della casa e della sua valenza sociale è un settore di intervento prioritario sin dall’insediamento di questo governo - sottolinea una nota di Palazzo Chigi - entro il 30 ottobre verrà convertito in legge il Piano casa varato dal Consiglio dei ministri del 28 agosto scorso». Tra i punti più importanti quello che affronta l’emergenza affitti. In questa direzione si prevedono due fondi per un totale di 140 milioni di euro. Uno di 100 milioni per il sostegno agli affitti e l’altro, di nuova istituzione, di 40 milioni per la cosiddetta «morosità incolpevole». È rivolto a quelle persone che hanno sempre pagato l’affitto e si trovano provvisoriamente nell’impossibilità di farlo per la perdita del lavoro. Nel piano casa è prevista inoltre la riduzione della cedolare secca da 19 al 15% per i proprietari che affittano in regime concordato. La settimana prossima verranno convocate le associazioni di categoria coinvolte, i rappresentanti delle Istituzioni e degli Enti Locali per raccogliere nuove proposte di ulteriore rafforzamento delle azioni già messe in campo. Il 31 ottobre, immediatamente dopo la conversione in legge del piano casa, è stata invece convocata dal ministro delle Regioni Graziano Delrio una Conferenza straordinaria Stato, Regioni, Province e Comuni. Un piano accolto con favore dal sindaco Marino, alle prese, proprio oggi con un delicatissimo corteo indetto tra gli altri dai movimenti per la casa. «Fa bene il Governo ad affrontare, insieme agli Enti locali, il tema dell’emergenza casa. Roma, per esempio, sconta una situazione drammatica, con oltre 7000 sfratti eseguiti nel 2012, con un aumento del 15,8% rispetto all’anno precedente - dice Marino - per questo, già lo scorso luglio, ho scritto personalmente una lettera al presidente del Consiglio, chiedendogli di valutare assieme al Governo la possibilità di una moratoria sugli sfratti, in un momento particolarmente difficile per la popolazione, acuito dalla crisi economica del Paese e dalla concomitante vendita del patrimonio immobiliare degli ex enti previdenziali. Da sindaco di una delle città in cui la situazione resta tra le più critiche, infatti, ritengo importante intervenire con tutte le misure necessarie ad alleviare i disagi e i problemi delle famiglie in difficoltà. L’arrivo dell’inverno rischia di acuire le necessità delle fasce più deboli della popolazione». Un lavoro, quello del Campidoglio, per affrontare l’emergenza casa che parte dal censimento del patrimonio immobiliare. Un atto indispensabile per avere un quadro chiaro e definitivo non solo per quanto riguarda il problema abitativo ma anche per improntare il bilancio. Le dismissioni, già varate dalla giunta, possono portare nelle casse capitoline oltre 200 milioni di euro. Linfa vitale per una finanziaria ancora da definire. Il tutto in un quadro politico ancora instabile. Il braccio di ferro tra giunta e consiglio comunale che ha portato alla paralisi sembra non arrivare al round finale. Oggetto del contendere la delibera sulla governance delle aziende, sulla quale è tornato a insistere il sindaco. «Ci sono delibere anche molto importanti da discutere: una delle più importanti è di luglio, e la definisco rivoluzionaria, perché cambia la modalità con cui nominare i vertici delle aziende del comune che dovranno devono essere scelti in base al curriculum e almeno 100 persone dovranno sostenere quel candidato, segnalato sei mesi prima della decadenza del precedente. Spero che questa delibera venga discussa prestissimo». Delibera sulla quale il presidente della commissione Bilancio, Alfredo Ferrari, ha già chiarito che serve tempo anche per recepire una legge nazionale in continua evoluzione.

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