Roma Capitale

Senza ascensore. Disabili sequestrati in casa

Molti anziani agli «arresti domiciliari». Fondi stanziati ma i lavori non partono

Vivono alla Garbatella, uno dei quartieri più belli ed antichi della città. Potrebbero godere delle strade suggestive e delle bellezze della zona ma non possono uscire di casa. Sono costretti ad una vita casalinga perché non sanno come superare le rampe di scale che li separa dalla strada. Sono i disabili e gli anziani delle palazzine popolari (ex iacp) che si trovano al numero 24 di via Caffaro. Sei le palazzine. Solamente in quattro di queste l’Ater ha fatto costruire gli ascensori. Dei lavori iniziati nelle altre due resta solo un cartello che recita: «Lavori di installazione ascensori da eseguire nell’anno 2010». Ma ad oggi, purtroppo, degli ascensori, nemmeno l’ombra. È proprio dinanzi a questo cartello che raccogliamo le testimonianze degli abitanti, disperati, che da anni chiedono aiuto. Giuseppe La Forgia vive al quarto piano di una delle due palazzine senza ascensore: «Mio figlio è disabile al 100%. Ogni mattina io e mia moglie dobbiamo prenderlo in braccio e scendere le scale. Stessa cosa al ritorno. Abbiamo fatto la richiesta nel 2004. Abbiamo scritto lettere a chiunque ma nessuno ci da ascolto”. Antonia Monti abita nell’altra palazzina. È una simpatica signora di 83 anni: «La mia vicina di casa, è stata costretta ad andare via da qui. Troppo malata per superare ogni giorno quattro piani di scale. Ora vive in un istituto. Se qui ci fosse l’ascensore, lei potrebbe tornare a casa». C’è poi Antonio Augello che ci racconta: «Io abito con mia sorella che è disabile. Noi abbiamo l’ascensore ma per arrivarci, dobbiamo superare le scale che danno accesso al portone. Il monta scale presente in tutte le palazzine è coperto e nessuno lo utilizza. Non abbiamo le chiavi per azionarlo». Stessa situazione accade nel comprensorio al numero 85 di via delle Sette Chiese dove ci sono cinque palazzine di cui due senza ascensore. Anche qui l’Ater aveva iniziato i lavori che poi sono rimasti incompiuti. In queste palazzine, di disabili ce ne sono addirittura 15. «Prima erano 16. Uno di questi è morto l’estate scorsa. Non usciva da almeno quattro mesi - , spiega Adriana Trebastoni, un’altra anziana inquilina - Vivo in questa casa dal ’57, spiega la donna. I miei familiari mi aiutano ma quando sono sola e mi occorre qualcosa, calo giù un cestino e qualche anima pia mi aiuta, mettendo dentro latte o pane». Il presidente del Municipio VIII, Andrea Catarci ha più volte denunciato l’assurdità di questa situazione che vede anziani e disabili sequestrati in casa. «Da pochissimo tempo la Regione ha stanziato 17 milioni per questi lavori. È necessario iniziare subito». Ma dall’Ater spiegano: «Gli ascensori installati in queste palazzine furono pagati interamente di tasca nostra ma poi, avendo carenza di fondi, i lavori sono rimasti a metà. All’epoca della giunta Marrazzo, furono stanziati circa 12 milioni di euro di fondi regionali per la costruzione degli ascensori. Fondi che però non sono mai arrivati. Attualmente l’Ater risulta creditrice nei confronti della Regione Lazio di circa 37 milioni di euro. Finchè non arrivano matrialmente i soldi, noi non possiamo fare nulla».

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