I romani non hanno fortuna con il portafoglio. Chiunque arrivi al Campidoglio chiede loro di pagare il conto del predecessore. Accade ancora con il nuovo sindaco Marino il quale accolla le responsabilità all’ex Alemanno che avrebbe continuato a spendere allegramente anche dopo i tagli del governo Monti. Insomma cambia la mano che dirige il Comune ma il «buco» c’è sempre. E c’è sempre chi lo copre: i cittadini appunto. Il governo, nella legge di Stabilità, ha concesso a Roma l’aumento dell’addizionale Irpef dall’attuale 0,9% all’1,2%. Altre tasse in arrivo dunque. Anche se l’inquilino del Campidoglio ha già spiegato che sta lavorando 18 ore al giorno per evitarlo. Lodevole lo sforzo e i cittadini sperano che si concretizzi il risultato auspicato. C’è una questione sottile che va però forse analizzata nel dossier. Il minore prelievo fiscale è sempre positivo per le tasche e gli umori dei romani. Ma quello che resta nelle casse di Roma deve necessariamente essere speso per la ricostruzione del tessuto sociale della Capitale che la crisi ha completamente sfaldato. Roma ne ha un bisogno fortissimo. Non sarà facile. Ieri Fitch, l’agenzia di rating che dà i voti alla gestione finanziaria di enti e aziende, ha abbassato il voto a Roma da BBB+ a BBB. In sintesi significa che farsi prestare soldi sul mercato dei capitali sarà più costoso. Non se ne esce. Sarà dura e gli sforzi peseranno non poco. Ma il consiglio o meglio la preghiera è solo una: ora attenzione ai nuovi buchi.
Il buco e la toppa dell’Irpef
di Filippo CaleriIromani non hanno fortuna con il portafoglio. Chiunque arrivi al Campidoglio chiede loro di pagare il conto del predecessore. Accade ancora con il nuovo sindaco Marino il quale...