L’inchiesta sulla realizzazione dei Punti verde qualità «Parco Spinaceto, Tor Sapienza e Ferocia» arriva a processo. Il gup ha disposto il rinvio a giudizio degli imprenditori Massimo Dolce e Marco Bernardini, del sospetto socio occulto della Maspen Center Sport, Claudio Testi, di Giancarlo Scarozza, titolare della Luoghi del Tempo Srl, e dei dipendenti comunali Stefano Volpe e Anna Maria Parisi. Nei loro confronti sono ipotizzati, a vario titolo, i reati di truffa tentata e consumata, falso in scrittura privata, falso ideologico e corruzione aggravata. Estranei ai fatti contestati, invece, Roberto Provantini, Domenico Maiorana e Maurizio Addati, tutti della commissione vigilanza deputata al controllo sull’erogazione fondi per i Punti verde qualità e per i quali è stato emesso un provvedimento di non luogo a procedere. Patteggiamento a un anno, pena sospesa, per l’ingegnere e direttore dei lavori Gian Maria Fargnoli. L’inchiesta ruota attorno alla costruzione dei Punti verde qualità, dietro cui gli imputati avrebbero intascato quattrini senza, in realtà, compiere i lavori e affidando sub appalti sostanzialmente fasulli. In particolare, sarebbero stati lievitati a dismisura gli importi per l’esecuzione delle opere «con conseguente aumento indebito dell’esposizione fideiussoria del Comune di Roma». Secondo i riscontri investigativi, gli indagati avrebbero raggirato l’amministrazione comunale e poi «la Banca di Credito Cooperativo», consegnando «falsa documentazione attestante la effettuazione di opere di progettazione e lavori edili» affidate a società in sub-appalto. Dagli atti, infatti, risulta che le «documentazioni» presentate, erano «corredate da fatture delle società Euroimpresa srl e Tecma Italia, società vuote – annotano i magistrati negli atti – in quanto prive di consistenza patrimoniale, dipendenti e beni strumentali, formalmente amministrate e possedute da soggetti diversi ma» riconducibili agli imprenditori indagati, che le gestivano e «usavano strumentalmente per emettere i documenti giustificativi delle somme richieste, e nei cui conti correnti facevano affluire il denaro», «per utilizzarlo per finalità diverse da quelle societarie, anche illecite, e in gran parte appropriandosene». Questo, avrebbe consentito «un ingiusto profitto ai danni della Banca Credito Cooperativo e del Comune di Roma quale fideiussore per l’importo del 95% del mutuo erogato alla concessionaria».
Punti verdi qualità, a processo dipendenti comunali
L’inchiesta sulla realizzazione dei Punti verde qualità «Parco Spinaceto, Tor Sapienza e Ferocia» arriva a processo. Il gup ha disposto il rinvio a giudizio degli imprenditori Massimo Dolce e Marco...
