I risultati delle elezioni amministrative di maggio finiscono in Consiglio di Stato. I verbali in consultazione presso il X Municipio sarebbero stati contraffatti. È quanto denuncia Pietro Malara, 41enne maresciallo capo della Guardia di Finanza di Ostia, con un esposto presentato alla Procura della Repubblica di Roma il 10 ottobre. Eletto consigliere municipale con 654 voti, si è visto infatti sorpassare in graduatoria dalla giovane candidata Antonella Moroso dopo un ricorso presentato al Tar del Lazio. «I verbali in consultazione presso il Comune di Roma, da un primo riscontro, risulterebbero essere stati falsificati, in maniera tra l’altro evidente – spiega Malara -. Tali alterazioni attribuiscono alla Moroso, settima in classifica, ben 141 voti in più rispetto al calcolo dei voti effettuato all’esito della tornata elettorale, facendola balzare al terzo posto. Guarda caso primo posto utile per essere eletta in qualità di consigliere municipale». A presentare ricorso al Tar, dopo la proclamazione dei componenti del consiglio del X Municipio, furono in realtà diversi candidati non eletti. «Nel caso di specie – si legge nella denuncia – Antonella Moroso rappresentava che il Magistrato e la Commissione del Seggio Centrale, deputati all’inserimento nel sistema dei dati delle singole sezioni elettorali nonché alla redazione della graduatoria finale con la proclamazione degli eletti, le avevano erroneamente attribuito 544 voti (classificandola al settimo posto) invece che 683, come da lei asserito, risultato questo che le avrebbe consentito di collocarsi al terzo posto e quindi di essere eletta consigliere». A conferma di quanto asserito, la stessa candidata avrebbe allegato al ricorso una copia di alcuni verbali elettorali custoditi presso il Municipio e acquisiti con una formale richiesta di accesso agli atti, vedendosi così accolto il ricorso al Tar. «Avuta notizia di ciò – spiega il maresciallo della Guardia di Finanza – ho presentato un’istanza di accesso agli atti per acquisire in copia i verbali elettorali delle singole sezioni, ma anche e soprattutto del prospetto riepilogativo suddiviso per ogni sezione redatto dal magistrato. Dal confronto tra il dato della commissione elettorale e quello riportato sui singoli verbali delle sezioni scrutinate, per ciò che concerne il numero dei voti riportati a favore della Moroso, si evince una differenza di voti indicati sui singoli verbali e quelli invece trascritti nel prospetto dell’Ufficio Centrale. Tale da farle guadagnare 141 voti e il terzo posto in graduatoria. In pratica – spiega Malara – è stato aggiunto il numero 1 davanti alla cifra riportata inizialmente sul verbale (ad esempio il 6 diventa 16), oppure modificato il numero, ad esempio il 3 è mutato in 8. Tali alterazioni hanno comportato variazioni insignificanti per tutti i candidati, tranne che per la Moroso. Sono certo del buon fine del ricorso al Consiglio di Stato: quanto accaduto non colpisce solo me, ma offende il rispetto della sovranità popolare».
Maresciallo denuncia verbali elettorali «taroccati»
I risultati delle elezioni amministrative di maggio finiscono in Consiglio di Stato. I verbali in consultazione presso il X Municipio sarebbero stati contraffatti. È quanto denuncia Pietro Malara,...
