La "strigliata" della Cgil Roma e Lazio, con Claudio di Berardino di venerdì scorso alla manifestazione del Pd sulle linee programmatiche della città, dove si è detto chiaramente «le elezioni le avete vinte 4 mesi fa, ora serve un cambio di rotta», deve essere servita al sindaco Marino che ieri ha invitato in giunta i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil. Esclusa, con protesta dell’interessata, l’Ugl. Una lunga riunione in cui si sono messe sul tavolo le esigue risorse sopravvissute nelle casse capitoline, in attesa - ancora - di comprendere il piano dell’assessore al Bilancio per far quadrare i conti. Buone intenzioni insomma, ma poco di più. Fin quando il Parlamento non voterà la Legge di Stabilità è impossibile dare cifre certe su tagli e tasse. Il resto sono solo ipotesi. L’incontro di ieri è comunque servito soprattutto al primo cittadino per comprendere forse un po’ meglio i complessi equilibri cittadini, a cominciare da quelli sindacali. Una "potenza" che, se non assecondata può paralizzare l’attività amministrativa. Un confronto dunque necessario per prendere le misure e che si è concluso con la traccia di un percorso comune: al via incontri bilaterali tra assessori e sindacati sulle singole "materie" e, entro la fine del mese la definizione di un protocollo. Tutto messo nero su bianco in un documento sottoscritto da giunta e Cgil, Cisl e Uil. «In un clima costruttivo si è stabilito di fissare un tempo massimo entro fine ottobre per definire un protocollo di relazioni tra l’amministrazione e le rappresentanze sindacali - si legge nel testo - durante l’incontro, sollecitato dalle confederazioni sindacali, si è parlato dei problemi collegati all’approvazione del bilancio e alle scelte politiche conseguenti. Gli incontri bilaterali tra assessori e organizzazioni, su questioni di politica di settore, partiranno immediatamente». Chiare le richieste dei sindacati: no incrementi sulle tasse e no ai tagli al sociale. «Sul bilancio abbiamo chiesto dei paletti - ha spiegato Di Berardino - dentro le emergenze ci sono anche le municipalizzate e le partecipate su cui bisogna andare avanti con il risanamento. All’interno di queste scelte bisogna capire come far ripartire qualche lavoro, capire quante risorse sono disponibili dal Cipe. Nei prossimi giorni si avvieranno tavoli di confronto concreto con risposte concrete e tempistiche per far si che si accorcino i tempi tra il dire e fare. Dobbiamo fare in modo che il bilancio 2013 non intacchi tasse e sociale. Crediamo che la prossima settimana sul bilancio ci dovrà essere un punto di verità e, dopo la Legge di Stabilità, chiederemo un nuovo incontro». Per il segretario Uil, Pierpaolo Bombardieri, «in un momento così drammatico le scelte non possono essere assunte in piena autonomia». Ribadisce la linea il segretario Cisl, Mario Bertone: «Abbiamo detto niente tasse e nessun taglio al sociale e poi che ci devono essere due, tre strade, ad esempio la casa, in cui ci possano essere politiche che attirino investimenti privati e riavviino il lavoro. Il sindaco deve poi dire come la pensa su Alitalia e Telecom per fare un lavoro di pressione». E sì perché sulla scure del Campidoglio si potrebbe abbattere anche un eventuale rischio occupazionale dei dipendenti delle due compagnie in procinto di privatizzazione. Una situazione complessa nella quale tuttavia solo la politica può trovare la sintesi. Questa la sfida pià delicata. Il rapporto diretto tra giunta e sindacati infatti può rapprentare un bypass per il Consiglio comunale, completamente paralizzato dalla lotte interne al Pd e dai difficili rapporti tra consiglieri e assessori. Si rischia tuttavia di fare i conti senza l’oste. La maggior parte degli atti della giunta devono avere l’approvazione dell’Assemblea capitolina. "Innervosire" troppo l’organo politico del Campidoglio, così come avvenuto con le nomine Atac, può avere risvolti pesantissimi. Parla chiaro, e per la prima volta di bilancio, il presidente dell’Aula Giulio Cesare, Mirko Coratti: «Scongiurare il default e il commissariamento di Palazzo Senatorio è quanto in questi giorni deve stare più a cuore a noi amministratori nell’interesse dei cittadini e del futuro della città. Possiamo e dobbiamo evitare però di colpire le categorie più fragili. Per questo torno a chiedere con forza che sia rispettata la norma che riserva il 5% dei fondi di bilancio alle attività di sostegno ai cittadini e al terzo settore. Lo stanziamento per l’assistenza ai disabili, infatti, formalizzato appena qualche giorno fa coprirà i servizi fino a domani». A buon intenditor...
Bilancio, alleanza tra giunta e sindacati
Al via incontri bilaterali e protocollo a fine mese. Ma senza l’aiuto del Governo si va in default
