Roma Capitale

È paralisi amministrativa, aspettando il Pd

Il documento Bettini per Centro democratico: non possiamo essere una navicella a mezz’aria

Il Pd romano è ai nastri di partenza. In una corsa simultanea con il congresso nazionale, lo schieramento che si candida alla guida dei democratici nella Capitale è stato fissato venerdì sera. Lo schema riproduce fedelmente il quadro nazionale. Quattro i candidati alla carica di segretario romano: Lionello Cosentino, Tommaso Giuntella, Lucia Zabatta e Tobia Zevi. Il primo, di lungo corso, è appoggiato da Goffredo Bettini; il secondo è affiancato al candidato alla segreteria nazionale Cuperlo, la terza all’altro candidato nazionale Civati e il quarto a Matteo Renzi. Dalla settimana prossima, negli oltre cento circoli della Federazione di Roma, inizieranno le assemblee congressuali per l’elezione degli organismi dirigenti ai vari livelli. Un confronto serrato al quale ieri Goffredo Bettini ha voluto dare un contributo con la presentazione di Centro democratico. Un contributo di respiro nazionale ma con un occhio di riguardo a Roma. Non solo perché è la Capitale e dunque politicamente seconda solo alle massime istituzioni nazionali ma anche, o soprattutto, perché il Pd è al governo della città e della Regione. Una responsabilità in più alla quale tutta la classe dirigente, anche nazionale appunto, è chiamata a rispondere in tempi rapidi. La paralisi dell’attività politico-amministrativa del Campidoglio, dove a quattro mesi dalle elezioni praticamente non è stata portata a termine neanche una delibera, non ha più neanche l’alibi del sindaco "marziano" in fase di adattamento. Alla Pisana, dove l’attesa per la manovra di bilancio sta diventando estenuante, le cose non vanno tanto meglio. A intenderlo il segretario regionale Enrico Gasbarra: «Nella corsa alla segreteria romana mi sembra che ci siano dei fermenti importanti e delle proposte in campo interessanti. Dopo la vittoria alla Regione, a Camera e Senato nel Lazio e a Roma, il Pd sta adeguando la sua struttura e sarà sicuramente accanto all’azione amministrativa. Ormai non ci sono più alibi, c'è bisogno di un grande partito che dia risposte ai bisogni dei cittadini romani e del Lazio che stanno vivendo drammaticamente la crisi». Un partito in grado di recuperare il rapporto di fiducia tra politica e cittadini è l’auspicio del governatore Zingaretti, mentre il sindaco Marino si è augurato «candidati un po’ marziani». A tracciare presente e futuro, la mente di Bettini: «Non possiamo permetterci di abitare una navicella spaziale che naviga a mezz’aria, lontana sia dalla terra dove abitano le persone sia dal cielo delle passioni. Quello che è mancato è una proposta che dia una alternativa profonda. Senza un Pd nuovo non questo è pensabile, abbiamo grandi risorse ma appariamo chiusi in gruppi di corrente».

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