Il primo sgombero tocca al palazzo di via Castrense, martedì. È il rischio ipotizzato dai movimenti per il diritto dell’abitare, che hanno lanciato la chiamata alle armi, dalle 7.30 del mattino, con un’adunata oceanica che richiamerà nel cortile del palazzo all’angolo con via Caltagirone, prima occupato e poi legalizzato, tutti e 13 i residence che il sindaco Marino vorrebbe liberare. «Lo sgombero ci riporterà nell’illegalità» è il tamtam ascoltato ieri pomeriggio, una sintesi che suona un po’ come una minaccia, guarda caso nel giorno in cui sono previste azioni dimostrative contro il carovita e le politiche di austerità, in vista della grande manifestazione del 19 cui daranno manforte anche i notav, che però sottolineano «non» sono i "genitori" della manifestazione. Via Castrense è uno degli sportelli aperti per arruolare nuovi disperati alla causa delle occupazioni. Sui cancelli il volantino lo indica chiaramente: se non sai come sbarcare il lunario e non riesci più a pagare l’affitto, la strada te la indichiamo noi, è la sintesi. Ma i "disperati" che ci abitano non sono così "disperati" come quelli che stanno a Casal Lumbroso. «Da noi ci sono più laureati che nel Pdl» sintetizza con una stoccata un professionista che torna dal lavoro in bicicletta. Ma i "nuovi poveri", spiega, non appartengono più all’universo Pasoliniano, masticano i congiuntivi, e occupano ruoli nella società, anche se non adeguatamente pagati. Nel palazzo abitano 60 famiglie, romani e di altre città del sud, anche di Messina, e immigrati, eritrei e peruviani come Larry, 30 anni, che fa il cuoco, e ha moglie e due figli. C’è un clima più "alto" anche tra questi immigrati, che abitano in un palazzo che fa «gola». «Ma non siamo noi a dover dare risposte - sintetizzano - Se lo rivogliono pensi il Comune a prendere in affitto altri appartamenti per noi qui in zona - dicono - Invece hanno scaricato il problema. Al mercato è bastato l’annuncio per rincarare i prezzi. E poi chi darebbe un appartamento in affitto a uno che dipende da un bonus?». Insomma, sono a San Giovanni e nei quartieri alti vogliono restare. Mica come i disperati di Casal Lumbroso che si accontenterebbero di una casa popolare. Gli avevano già distribuito le domande per i punti 10. E ora reclamano case. «Se non ce l’hanno pronte - hanno detto ieri mattina - il Comune le compri o le faccia fare».
«Tutti a San Giovanni martedì per fermare il primo sgombero»
Il primo sgombero tocca al palazzo di via Castrense, martedì. È il rischio ipotizzato dai movimenti per il diritto dell’abitare, che hanno lanciato la chiamata alle armi, dalle 7.30 del mattino, con...