Roma Capitale

Pd in crisi si prepara al rimpasto

Le premesse per un congresso cittadino "fuochi e fiamme" del Partito democratico erano già chiare ai tempi delle primarie, quando sei candidati sono scesi in campo per la la corsa al Campidoglio. Una...

Le premesse per un congresso cittadino "fuochi e fiamme" del Partito democratico erano già chiare ai tempi delle primarie, quando sei candidati sono scesi in campo per la la corsa al Campidoglio. Una situazione di lotta intestina confermata in questi primi mesi di governo cittadino in cui l’attività dell’Assemblea capitolina subisce una paralisi senza precedenti. Chiaro dunque che la fase precongressuale si trasformi in una vera e propria dichiarazione di guerra. Il capogruppo Pd in Aula Giulio Cesare, Francesco D’Ausilio (zingarettiano doc) è stato "lanciato" alla guida del partito romano. Una mossa per cercare di riprendere le redini dell’attività amministrativa e dunque politica della Capitale. «Mandando» D’Ausilio alla guida del partito cittadino le altre correnti, dalemiani in testa, avrebbero ben rimpiazzato il ruolo di capogruppo. Un equilibrio tuttavia difficile da trovare, considerata da una parte la candidatura, forte, di un big come Lionello Cosentino, dall’altra il rischio di riprodurre lo schema degli ultimi anni, con un Pd Roma completamente staccato (anzi spesso in contrapposizione) dal Pd Campidoglio. D’Ausilio deve aver compreso e eri ha dato forfait, annunciando di non candidarsi al congresso e ribadendo di voler continuare ad "onorare" il delicato ruolo di capogruppo. Un ruolo tuttavia entrato nel mirino e che, più di un esponente ha chiesto di verificare. Movimenti questi che preannunciano un nuovo equilibrio che si formerà - questo sì - in seno al congresso. Subito dopo salterà qualche testa e non solo in Aula Giulio Cesare ma anche, o soprattutto, all’interno della giunta Marino.

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