Cari banchieri così non va. O cominciate a fare il vostro mestiere oppure vi conviene abbassare le serrande. Per sempre. Sì perché quanto viene fuori dal servizio de Il Tempo conferma che gli istituti hanno dimenticato la loro funzione originaria: finanziare lo sviluppo e la crescita. E in tali categorie rientrano non solo l’aumento degli utili bancari attraverso complicate operazioni finanziarie ma anche e soprattutto la legittima aspirazione di una coppia di giovani a comprare una casa. Luminari di tecnica bancaria nelle nostre università raccontano l’aneddoto del signor Zoppas, quello delle cucine del boom economico, che presentandosi allo sportello per chiedere un fido, rispose alla richiesta del solerte funzionario sulle garanzie da fornire: «La mia unica garanzia è la mia firma». Cari banchieri, la crisi morde e i tempi sono duri, ma tenete a mente la storia del signor Zoppas. Perché l’unica arma per il rilancio di questo Paese è l’apertura di fiducia anche a chi non ha beni al sole. Insomma aprite i portafogli perché gli alibi per non concedere mutui non tengono più. I tassi di finanziamento della Banca Centrale Europea sono al livello più basso della storia dell’euro, la liquidità prestata dalla Eurotower alle banche italiane è superiore ai 200 miliardi di euro e questi soldi sono ancora presso il nostro sistema. Non ci sono scuse. Mario Draghi e Ignazio Visco che spiegano da tempo che la ripresa c’è e che i rubinetti del credito sono aperti, passino all’azione. Alzino il telefono e chiedano lumi ai direttori delle filiali nei quali la nostra cronista si è recata. Gli indirizzi ci sono.
Banchieri ricordatevi di Zoppas
di Filippo CaleriCari banchieri così non va. O cominciate a fare il vostro mestiere oppure vi conviene abbassare le serrande. Per sempre. Sì perché quanto viene fuori dal servizio de Il Tempo...