Una mozione bipartisan, alla quale non hanno aderito soltanto Lista Marchini e M5S. Così il sindaco Marino si è presentato all’incontro di ieri sera con i parlamentari romani. Un segnale compatto per dare una svolta non solo temporanea allo stato delle casse capitoline. «Si chiedono i fondi dovuti ma soprattutto norme - spiega il presidente della commissione capitolina al Bilancio, Alfredo Ferrari - questo serve a Roma Capitale e questo siamo riusciti ad ottenere. L’amministrazione Marino ha una chiara idea di programmazione e sviluppo per la città. Economie ed ottimizzazioni che già dal 2014 permetteranno a Roma di tornare a crescere, così come i cittadini e la città stessa meritano». Lunga e dettagliata la mozione mette nero su bianco quanto non solo chiede ma gli spetta. L’approvazione del secondo decreto attuativo di Roma Capitale, ovvero il riconoscimento dei costi dei servizi e elle prestazioni derivanti dal ruolo di Capitale; un intervento sulla gestione commissariale e, tra l’altro, un sollecito forte anche alla Regione per i finanziamenti dovuti al trasporto pubblico. Punti che non possono non essere condivisi da chi, fino a quattro mesi fa, si trovava sullo scranno più alto del Campidoglio. Forte e convinto infatti l’appoggio del Pdl e dell’ex sindaco Alemanno. Ottimista Marino che ieri sera ha incassato l’impegno dei parlamentari romani, anche se del centrodestra erano presenti solo Vincenzo Piso (Pdl) e Fabio Rampelli (FdI). Deputati e senatori si sono infatti impegnati a dare seguito alla mozione approvata dall’Assemblea capitolina. Anche se la strada maestra sembra quella indicata dal deputato Pd Michele Meta: «Le proposte del sindaco di Roma sono realistiche e responsabili. Bene ha fatto Marino a fare una grande operazione verità, cercando di sensibilizzare tutte le parti politiche per mettere al centro gli interessi di Roma rispetto al tema del bilancio cittadino, cui mancano circa 800 milioni. L’incontro con tutti i parlamentari romani rappresenta una sorta di difesa di Roma dopo anni di distrazioni, ingiustizie e i dispetti dei governi a trazione nordista. Non si tratta di chiedere l’elemosina - ha concluso Meta - ma di rimettere dignitosamente al centro i problemi della Capitale». E il Campidoglio farà la sua parte. A partire dal riassetto delle società partecipate. Senza strafare però. La ventilata privatizzazione Atac infatti rischia di mettere a dura prova i rapporti tra giunta e consiglio. L’approvazione all’unanimità della mozione di Pierpaolo Pedetti che chiede chiarezza sui nuovi vertici Atac e impegna a mantenere la natura pubblica dell’azienda è un messaggio che il sindaco non può ignorare. Soprattutto in sede di approvazione di bilancio.
Conti in rosso in Campidoglio. Parlamentari in campo
Una mozione bipartisan, alla quale non hanno aderito soltanto Lista Marchini e M5S. Così il sindaco Marino si è presentato all’incontro di ieri sera con i parlamentari romani. Un segnale compatto...
