Roma Capitale

Tolleranza zero Residenti divisi

A favore: «La legge parla chiaro» I contrari: «No a rioni dormitorio»

La scure del I Municipio sui tavolini all’aperto - che dal primo gennaio saranno praticamente fuori legge nei vicoli del centro storico - divide i residenti. «Dove la strada non supera i sei metri di larghezza i tavolini non ci possono stare, punto e basta - argomenta Viviana Di Capua, Associazione abitanti centro storico - Non solo in virtù del piano di massima occupabilità ma anche per le norme sull’occupazione di suolo pubblico. E poi le zone vincolate vanno tutelate. Certe sere a Campo de’ Fiori i ristoranti si "allungano" fino alla statua di Giordano Bruno». A soffrire saranno però tante attività commerciali. «Nessuno vuole togliergli il lavoro ma le regole le devono rispettare tutti - continua Di Capua - Invece qui si fanno le leggi ma poi ognuno solleva il suo caso particolare. Eppure le soluzioni ci sono, come a Venezia dove a chiusura tutte le strutture esterne vengono messe all’interno del locale per consentire la pulizia delle strade». Applicare le norme alla lettera vuol dire mettere al bando buona parte dei tavolini esterni in zone che hanno una vocazione centenaria all’accoglienza come Trastevere. «Vorrà dire che verrà restituita dignità ai vicoli e alla città storica», conclude. Per Roberto De Censi di Ricominciamo da Trevi il problema è un altro. «L’urgenza è colpire gli abusivi che non hanno alcuna autorizzazione - premette - Se le lettere di disdetta delle concessioni permanenti le hanno mandate solo ai "censiti" si rischia di penalizzare quelli che le regole le rispettano». «Certo, però, che i tavolini sono davvero troppi, nel rione Trevi ci sono situazione che gridano vendetta - continua De Censi - Il Comune dovrebbe convocare un tavolo per trovare soluzioni condivise. Se poi Marino non ha intenzione di venire incontro alle esigenze dei cittadini ma agisce per partito preso, è meglio che residenti e commercianti non li incontri neppure». Per Marco Gargani dell’Associazione Trastevere «bisogna rispettare le regole ma non si può spegnere la movida. Molti ristoranti chiuderebbero subito se rispettassero al centimetro le regole sulla massima occupazione, figuriamoci senza neanche un tavolino - continua - Dai vicoli andrebbero eliminate quelle schifose coperture in plastica che restano in piedi per mesi. Ma non si può impedire a romani e turisti di mangiare un pizza all’aperto, altrimenti Trastevere rischia di diventare un quartiere dormitorio. Si trasformerebbe come piazza del Popolo, bella ma disadorna e senza vita. Il solo pensiero mi mette malinconia».

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