C’è l'intenzione di applicare i piani già esistenti e approvati in I Municipio dalla giunta Corsetti, ma anche l’apertura ad esaminare caso per caso i singoli piani. Sabrina Alfonsi ha preso qualche mese fa il posto di Orlando Corsetti alla guida del Municipio e deve aver capito subito che sulla questione tavoli all’aperto lo scontro con gli esercenti sarebbe stato pressoché inevitabile. Eppure ieri, nell’incontro richiesto e voluto dalla Lupe Roma, Libera unione pubblici esercizi, una certa apertura sembra averla dimostrata. Il presidente della Fabio Mina si dice soddisfatto dell’incontro e spiega: «Abbiamo fatto presente all’Alfonsi che con l’applicazione di questi 140 piani di massima occupabilità che diventeranno esecutivi dal primo gennaio, Roma rischia di spegnersi. Potremmo tranquillamente appendere in tutto il centro storico il cartello "chiuso per PMO"». Mina, tuttavia, non vuole andare subito al muro contro muro. «Difendiamo con forza l’importanza dei pubblici esercizi, settore vitale per l’economa della città, ancora di più nel momento di profonda crisi che stiamo vivendo - sottolinea - Ma nello stesso tempo riteniamo che la nostra lotta non può procedere soltanto sul terreno legale. Dobbiamo e vogliamo essere propositivi ed è questo che abbiamo detto nei nostri incontri con l'amministrazione, ultimo quello di ieri con la presidente Alfonsi e l’assessore al commercio Emiliani». I quali si sono dimostrati fermi nella difesa della necessità di regolamentare le occupazioni, ma nello stesso tempo aperti ad esaminare caso per caso i singoli piani. Il piano d’azione dell’amministrazione prevederebbe innanzitutto una serrata lotta all’abusivismo commerciale, il ripristino del decoro, a cominciare dai treppiedi che invadono ormai un po’ ovunque le strade del centro storico, e infine, appunto, il controllo dei piani partendo da quelli che riguardano le zone pedonalizzate sulle quali, forse, potrebbe essere usata un po’ più di tolleranza prima di togliere i tavolini all’aperto. Ma la strada sembra piuttosto lunga e intanto il tempo incombe. «Siamo consapevoli che dal primo gennaio scoppierà il caos tra gli esercenti – osserva ancora Mina – riceviamo da qualche giorno decine di telefonate da parte dei nostri associati che sono pronti a qualsiasi cosa pur di non farsi togliere il proprio spazio all’aperto. Ma noi vogliamo tentare una strada di collaborazione con il Municipio e il Comune, naturalmente pronti a cambiarla se si dovesse rilevare sbagliata».
Alfonsi: esamineremo tutti i casi
C’è l'intenzione di applicare i piani già esistenti e approvati in I Municipio dalla giunta Corsetti, ma anche l’apertura ad esaminare caso per caso i singoli piani. Sabrina Alfonsi ha preso qualche...
