Permessi di soggiorno illegali, finte badanti e colf e un giro d’affari di circa 400 mila euro l’anno. È quanto scoperto dai carabinieri del nucleo operativo della compagnia Eur di Roma, che ieri hanno arrestato 7 persone, e 27 denunciate, con l’accusa di aver favorito l’ingresso illegale in Italia di cittadini stranieri, privi dei requisiti richiesti dalla normativa sul soggiorno. A finire in manette, 6 in carcere e 1 agli arresti domiciliari, tutti pregiudicati di età compresa tra i 35 e i 53 anni. L’operazione, denominata ‘Colf agency’ e coordinata dal gip Barbara Zuin, è partita nel 2011 grazie all’intercettazione di alcune telefonate disposte nell’ambito di un altro procedimento penale, e che hanno consentito di scovare un gruppo di soggetti, prevalentemente italiani, che da diversi anni fornivano a extracomunitari e clandestini permessi di soggiorno senza averne diritto. L’organizzazione era gestita da due fratelli, Claudio e Antonio Tittarelli, un 52enne nato a Jesi e un 46enne romano, che si avvalevano della collaborazione di altre persone per portare a termine le operazioni per il rilascio prima del nulla osta e poi del permesso di soggiorno. Il sistema era ben organizzato. Una volta intercettati gli immigrati e i finti datori di lavoro, infatti, i malviventi compilavano le richieste di emersione e le inoltravano allo sportello unico per l’immigrazione del ministero dell'Interno. Per ogni pratica portata a buon termine i malviventi chiedevano 3000 euro, che l’extra comunitario doveva versare in tre rate: 1000 euro subito, 1000 alla consegna del nulla osta rilasciato dalla Prefettura e gli ultimi 1000 una volta ottenuto il permesso da parte dell’ufficio stranieri della Questura. Il giro d’affari mensile era di circa 30 mila euro, una cifra che poteva variare in base al numero di stranieri regolarizzati. Gli altri membri della banda Giovanni Ferraro, 44enne nato a Genova, i romani Francesco Piersante 47enne, Amerigo Pronesti 53enne, Alessio Esposito 35enne e Stefano Massignani 39enne, costituivano l’ossatura dell’associazione, e si occupavano appunto del reperimento di cittadini stranieri da regolarizzare e di cittadini italiani disponibili a comparire come falsi datori di lavoro. Inoltre, realizzavano la falsa documentazione da utilizzare, compilavano e inoltravano le richieste di emersione allo sportello unico per l’immigrazione del ministero dell’Interno. Pronesti, poi, in qualche caso si è prestato direttamente come da falso datore di lavoro. Mentre Esposito custodiva i documenti falsi utilizzati nelle diverse pratiche e che nascondeva all’interno dell’appartamento della sua compagna. Dalle intercettazioni, poi, i carabinieri sono arrivati anche ad individuare altre persone che si prestavano ad apparire come finti datori di lavoro e che presentavano le domande di assunzione alla Prefettura, allegando Cud falsi con i quali attestavano di percepire un reddito in realtà inesistente. Durante le perquisizioni di ieri mattina, poi, i militari hanno trovato e sequestrato a casa della figlia 21enne di Claudio Tittarelli, considerata una fiancheggiatrice del padre, una pistola, munizioni e due passamontagna.
Finte badanti e permessi illegali Sette in manette
Francesca Musacchio Permessi di soggiorno illegali, finte badanti e colf e un giro d’affari di circa 400 mila euro l’anno. È quanto scoperto dai carabinieri del nucleo operativo della compagnia Eur...