Roma Capitale

Appena sei anni, violentata dallo zio

Una bimba di meno di sette anni; una casa - quella della nonna paterna a due passi dalla villetta dei genitori nella prima periferia della Capitale - considerata come un luogo assolutamente sicuro;...

Una bimba di meno di sette anni; una casa - quella della nonna paterna a due passi dalla villetta dei genitori nella prima periferia della Capitale - considerata come un luogo assolutamente sicuro; una figura conosciuta e rassicurante, come quella del fratello di papà. Sono questi gli elementi al centro di presunti abusi sessuali su minori che tiene banco nel tribunale di Roma. Protagonista, suo malgrado, di questa vicenda dai risvolti agghiaccianti, una bambina normale, capace di relazionarsi con gli altri e di affrontare le normali avversità, grandi e piccole, tipiche di quell’età così particolare. Ed è proprio la bambina - la chiameremo Vittoria - che, dopo un periodo passato in un insolito silenzio, decide di confidarsi con la madre: un racconto estremamente particolareggiato in cui Vittoria descrive di un gioco particolare fatto con lo zio paterno, sul letto della nonna. Un gioco a cui lei non aveva mai giocato e che non riesce a capire ma che la turba profondamente. Così profondamente da non riuscire a parlarne mai, neanche con la psicologa che, dopo la denuncia della madre alla Procura della Repubblica di Roma, prova a ripercorrere quanto accaduto. Un percorso lunghissimo quello affrontato dalla psicologa, che richiede una proroga di ulteriori sei mesi ai due mesi che rappresentano il percorso di supporto abituale. Un percorso che però non porta a nulla: la bimba infatti, pur riuscendo a relazionarsi praticamente su tutti gli stimoli che le vengono indotti, quando si arriva al punto cruciale della questione «si congela, come pietrificata». Vittoria non deporrà in Tribunale contro suo zio: la perizia parla chiaro, non ne è in grado. Saranno i giudici a tentare di ricostruire l’intera faccenda nata in una situazione familiare sull’orlo del baratro (i genitori della piccola infatti sono separati di fatto anche se continuano a vivere sotto lo stesso tetto per motivi economici) e sfociata, sostiene l’accusa, nell’ennesimo abuso sessuale su un esserino indifeso.

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