Roma Capitale

Su Atac è scontro frontale tra giunta e Consiglio

L’assessore Improta all’angolo: politica fuori dall’azienda

È scontro frontale in Campidoglio sulla vicenda Atac. Del quale, presto, si farà la conta dei feriti. Le nomine a guida della macrostruttura, decise in solitaria dal sindaco Marino, dall’assessore Improta e dall’Ad Broggi, vedono infatti reintegri, promozioni e assunzioni (senza avviso pubblico) di dirigenti non solo dell’ex amministrazione, ma tutti di un’area riconducibile a quei «Bisignani boys» criticati dall’allora opposizione Pd-Sel oggi al governo per quel progetto di privatizzazione, a favore magari di Trenitalia, da tempo ventilato ma, sinora, scongiurato. È questo il nodo principale di una matassa che potrebbe portare alle dimissioni dell’assessore. A confermarlo dichiarazioni tutt’altro rassicuranti. Dal consigliere Pd, Pedetti: «Non vorremmo che il mandato a tempo dell’assessore Improta si riferisca ad operazioni di difficile condivisione della maggioranza»; a quelle del capogruppo e della presidente della commissione Mobilità di Sel, Peciola e Cesaretti che insistono: «l’attuale macrostruttura è distante anni luce dalla discontinuità richiesta». Fino al coordinatore della maggioranza Panecaldo che minaccia indirettamente le dimissioni: «Nessuno ha voluto mettere bocca sulla scelta dei nomi ma alcuni ruoli assegnati sono un pugno nello stomaco. Per quanto riguarda il futuro Atac poi, è chiaro che la discussione deve tornare al centro del dibattito dell’Aula, che ha già messo in calendario una seduta straordinaria». Una seduta in cui, il consigliere Pdl, Roberto Cantiani presenterà una mozione a conferma dell’in house di Atac. Gettano benzina sul fuoco le dichiarazioni «sollecitate» dell’assessore Improta che dopo aver cercato di chiarire che «la privatizzzione non è all’ordine del giorno», ha precisato: «Per quanto riguarda i vertici Atac e il modello organizzativo, al fine di evitare che la politica interferisca sulla gestione dell’azienda, come accaduto con effetti disastrosi in passato, ricordo che a noi tutti spetta un potere di indirizzo e vigilanza rispetto ai piani industriali e al contratto di servizio. Sono certo che la discontinuità invocata dalla maggioranza che sostiene il sindaco Marino, non riguardi il merito delle decisioni assunte, che spettano esclusivamente a chi ha responsabilità gestionali». Non è proprio cosi. A ricordarlo il capogruppo Pd D’Ausilio: «Il nostro unico obiettivo è il risanamento e il rilancio dell’azienda da ottenere solo con un management rinnovato e con un nuovo piano industriale. Alcune delle scelte fatte in ordine al modello organizzativo appaiono incoerenti con questo proposito». La vertenza Atac insomma non finisce affatto qui.

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