Roma Capitale

«Prima c’era la fila, ora il vuoto»

«Guardi lei stessa, le sembra un sabato mattina?». Alfredo Cinque, proprietario di una storica macelleria in via Ovali, zona Trionfale, alla domanda "come vanno gli affari?", risponde girando la...

«Guardi lei stessa, le sembra un sabato mattina?». Alfredo Cinque, proprietario di una storica macelleria in via Ovali, zona Trionfale, alla domanda "come vanno gli affari?", risponde girando la testa da una parte all’altra per farci osservare che in zona, in effetti, i negozi sono tutti semi vuoti. Cosa è cambiato, signor Alfredo, rispetto al passato? «Il sabato mattina, fino a qualche anni fa, avevo la gente in fila fuori dalla porta, ma erano tante anche le signore che andavano a fare la spesa all'alimentari, in frutteria qui intorno. Oggi alle 11 di mattina non c'è più nessuno in giro, il sabato è diventata una giornata come tutte le altre». E come sono, oggi, le sue giornate? «Alzo la saracinesca del negozio sperando che vada meglio di ieri ma va sempre peggio, la gente compra prevalentemente carne bianca, pollo soprattutto, il manzo, le bistecche, la carne rossa in genere, vengono riservate solo alle grandi occasioni». Quanto ha perso con la crisi in termini di fatturato? «Pensi solo che da un anno a questa parte incasso un migliaio di euro in meno a settimana. Nel frattempo i costi aumentano, tasse, studi di settore, acqua, luce, bollette. Significa sopravvivere e infatti sopravvivo». Quanto spende oggi il consumatore medio nel suo negozio? «Più o meno dieci euro, fino a qualche tempo fa erano 20 euro. Circa la metà, quindi, e parlo di media perché le assicuro che i miei storici clienti, che sono più che altro anziani, arrivano a spendere anche meno di cinque euro. La situazione è peggiorata da quando un anno fa ha aperto un supermercato qui vicino, che ha contribuito a farmi perdere clientela». Lascerà l'attività ai suoi figli? «Non ci penso proprio. Io ho 65 anni, tra un paio d'anni sarò prossimo alla pensione, faccio questo lavoro da sempre ma per fortuna i miei figli fanno altro. Non augurerei loro di dover portare avanti in questo modo un'attività commerciale». Pensa di chiudere, allora? «Sinceramente è da un po' che ci penso e sì, l'idea è di chiudere i battenti a dicembre. Io dovrei anche sentirmi un privilegiato perché sono proprietario delle mura ma chi può mai essere interessato oggi ad acquistare e ad aprire un'attività simile?».

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