Roma Capitale

I dipendenti restituiscono al Campidoglio le tessere Pd

Si complica, pericolosamente, la vicenda della nuova macrostruttra Atac, cioè delle nomine in solitaria dei vertici dell’azienda effettuate dal sindaco Marino e dall’assessore Improta. Una mossa...

Si complica, pericolosamente, la vicenda della nuova macrostruttra Atac, cioè delle nomine in solitaria dei vertici dell’azienda effettuate dal sindaco Marino e dall’assessore Improta. Una mossa azzardata che rischia di far saltare un equilibrio politico che, a dire il vero, ancora non si era trovato. Lo scenario della privatizzazione di una parte dell’azienda che, secondo indiscrezioni - non smentite - avrebbe proprio l’assessore Improta come regista e i "nuovi" uomini al comando Atac, mette sul piede di guerra parte del Pd e Sel. Così come parte del Pdl. A mettere la ciliegina su una torta politica che rischia di rompersi, i circa 200 (su 680) dipendenti dell’Atac iscritti al Pd che con il coordinatore Pd-Atac Ruggero Piccolo, hanno riconsegnato in Campidoglio la tessera di partito al sindaco e al capogruppo Francesco D’Ausilio, contro la riorganizzazione della macrostruttura. Tra le altre azioni, il gruppo scriverà «una lettera al segretario Epifani - aggiunge Piccolo - per capire qual è la posizione del partito sulla vicenda Atac, dal momento che il destino di questa azienda ha una rilevanza nazionale». Il consigliere comunale Pierpaolo Pedetti ha chiesto che l’Assemblea capitolina si esprima con un voto contro l’ipotesi di privatizzazione dell’azienda di trasporti. E tra i nomi più ricorrenti per rilevare Atac, come confermano ambienti del sindacato e alcuni parlamentari Pd, ci sarebbe Busitalia, l’azienda del Gruppo FS Italiane, già capofila dell’Ati che ha rilevato una parte consistente dell’azienda di trasporti a Firenze con il sindaco Matteo Renzi. Una revisione delle nomine Atac, effettive da martedì, sta per diventare la conditio sine qua non della maggioranza e dunque la vera spina nel fianco di una manvora di bilancio ancora tutta da verificare. Per questo, probabilmente, ieri si è voluto dare un segnale di compatezza nella conferenza del sindaco per l’appello al Governo proprio per il bilancio, con la presenza di tutti i capigruppo e del coordinatore della maggioranza Fabrizio Panecaldo. Tra il «pubblico» anche l’assessore Improta. Una compattezza tuttavia smentita non solo dalle dichiarazioni di autorevoli esponenti di Pd e Sel ma soprattutto dal silenzio di alcuni «big» dei democrat specializzati nel trasporto. Discorso bipartisan. Gli "esperti" della materia del Pdl tacciono. A parte l’ex assessore Aurigemma che ha promesso una battaglia senza sconti e del capogruppo Pdl alla Pisana, Luca Gramazio che chiede le dimissioni di sindaco e giunta. La sensazione tuttavia è che saranno, come spesso accade, più i silenzi delle dichiarazioni a decidere.

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