Nuclei familiari che vivevano nei residence pagati dal Campidoglio, pur disponendo di altri immobili a Roma e anche nel sud Italia. Sono 42 i falsi casi di emergenza abitativa scoperti dagli uffici dell’assessorato al Patrimonio e alle Politiche abitative, che ha avviato una verifica incrociata di tutte le autocertificazioni reddituali con i documenti in possesso dell’Agenzia delle Entrate. L’assessore Daniele Ozzimo, riferendo ieri mattina in Commissione, ha comunicato che «i nuclei familiari senza titolo sono già stati allontanati nei giorni scorsi» e ha annunciato la «forte probabilità che il numero sia destinato a salire», probabilmente fino a raddoppiarsi, se non triplicarsi. Il giro di vite si è reso necessario in virtù dei forti costi che l’Amministrazione comunale sta sostenendo per ospitare le famiglie in emergenza abitativa nei residence, e soprattutto in vista del trasferimento di queste persone negli appartamenti presenti sul mercato privato degli affitti attraverso il «buono casa» di 700 euro immaginato dalla Giunta capitolina. Ogni alloggio in residence, infatti, costa alle casse pubbliche ben 2mila euro al mese, 24mila euro l’anno: ciò vuole dire che finora gli «abusivi» allontananti hanno sottratto alle casse comunali circa 1 milione di euro. La Commissione di ieri mattina è stata anche l’occasione per l’assessore Ozzimo di riferire ai consiglieri il piano di uscita dai residence delle 1.376 famiglie in emergenza abitativa. Il trasferimento avverrà in tre scaglioni biennali a partire dal 2014: i nuclei saranno reinseriti nelle graduatorie per le case popolari, che scorrerà (si prevede) grazie agli sgomberi che man mano saranno effettuati attraverso la task force messa in campo per il recupero degli alloggi occupati senza titolo; a beneficiare del buono casa di 700 euro, invece, le famiglie più in basso in graduatoria: a queste verrà versato anche un contributo iniziale di 5.000 euro per la caparra. Tenendo conto che ad oggi i residence costano 35 milioni di euro l’anno all’amministrazione, secondo Ozzimo l’operazione dovrebbe portare «per il primo anno un risparmio di 7 milioni di euro». Su tutta l’operazione ha espresso perplessità il capogruppo del Popolo della libertà, Sveva Belviso: «Non siamo riusciti a capire dall’assessore - ha spiegato - se all’interno dell’operazione "buoni casa" saranno compresi anche i rom, né quanti alloggi siano già stati resi utili. Se non si contrastano le occupazioni abusive - ha concluso l’ex vicesindaco Belviso - sarà difficile che tutto il piano vada a buon fine».
Il Comune pagava la casa ma loro ce l’avevano già
Nuclei familiari che vivevano nei residence pagati dal Campidoglio, pur disponendo di altri immobili a Roma e anche nel sud Italia. Sono 42 i falsi casi di emergenza abitativa scoperti dagli uffici...
