Roma Capitale

«Disastro da 22 miliardi Priorità alle imprese»

Da oggi accesso diretto al Fondo nazionale di garanzia

Ventidue miliardi di "buco" di bilancio, una crisi che attanaglia imprese e famiglie, costi di politica e burocrazia non più sostenibili. In questo quadro l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Guido Fabiani, ex rettore di Roma Tre, sta studiando e attivando «precondizioni e leve» di sviluppo. Professor Fabiani, il riordino delle società che si occupano del sostegno alle imprese è un passo importante. In un solo colpo nelle si passerà da 23 a 7 membri nei consigli di amministrazione, giusto? «Abbiamo presentato una memoria che è approdata all’esame delle commissioni regionali al Bilancio e agli Affari Costituzionali. Si tratta di un progetto di riorganizzazione in una logica di risparmio da un lato e di una maggiore efficienza dall’altro. Sviluppo Lazio, Filas e Bic Lazio, hanno funzioni sovrapposte e per questo verranno accorpate in un’unica agenzia. Bil e Unionfidi verranno liquidate e stiamo per presentare una proposta di legge al Consiglio». La proposta però è già datata, l’ex presidente di Sviluppo Lazio, Maselli, aveva già pensato a un accorpamento. «Le idee sono una cosa, le proposte istituzionali concrete un’altra, non ci si può fare belli con annunci e idee non realizzate». Scusi, al di là della riduzione dei costi, dietro l’accorpamento ci sono soprattutto le ispezioni della Banca d’Italia, o no? «Si le due ispezioni della Banca d’Italia hanno rilevato che questa banca operava fuori dalle norme comunitarie. Abbiamo attivato una due diligence e costi e perdite rilevati rendono necessaria la liquidazione di Bil». Quali altri passi per il rilancio dell’economia, soprattutto in vista della manovra di bilancio? «Nonostante una situazione disastrosa ereditata, con 22 miliardi di debito, siamo ora la prima Regione a pagare i crediti delle imprese: entro il 2014 restituiremo 8,5 miliardi di euro. Abbiamo poi finalmente attivato tutta una serie di Fondi europei che erano nel cassetto o non funzionanti per procedure poco adeguate. Li abbiamo riformulati e ora siamo in grado di sbloccare 235 milioni di euro». Tra i problemi maggiori per le imprese, quello dell’accesso al credito, come intervenire? «Da ieri anche le imprese che operano nel Lazio potranno avere accesso diretto al Fondo nazionale di garanzia che ad oggi conta la percentuale regionale al 2,5% rispetto al Fondo nazionale. Un provvedimento importante che elimina il vincolo all’accesso attualmente esistente per le imprese laziali».

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