Roma Capitale

Atac, bufera sulle nomine decise in solitaria

Che il bubbone sarebbe presto scoppiato era nell’aria. Da giorni le indiscrezioni sulle nomine Atac avevano già alzato il livello di guardia. Ieri l’ufficializzazione di fatto della nuova...

Che il bubbone sarebbe presto scoppiato era nell’aria. Da giorni le indiscrezioni sulle nomine Atac avevano già alzato il livello di guardia. Ieri l’ufficializzazione di fatto della nuova macrostruttura di Atac ha segnato il primo vero spartiacque tra sindaco e maggioranza. La cabina di regia Atac è dunque composta dall’amministratore delegato Danilo Broggi che guida anche la direzione strategie e sistemi; alle comunicazioni e relazioni istituzionali Vincenzo Saccà, alla direzione Affari legali, patrimonio e acquisti, Antonio Abbate; Vincenzo Pesce alla direzione amministrazione, finanza e controllo di gestione; Roberto Cinquegrani alla direzione commerciale, marketing e customer care; Giuseppe Depaoli alla direzione risorse umane, organizzazione e sicurezza. Alla direzione centrale operazioni, Daniele Spirito. "Vecchi dirigenti" rimessi in posizione e new entry da Alitalia e Trenitalia. Un segnale questo che, secondo alcuni, punta alla privatizzazione Atac. Un punto sul quale però Pd e Sel non intendono passare, già in tensione per aver appreso le nomine - decise sembra in solitaria dal sindaco Marino e dall’assessore Improta - dai giornali. I commenti di autorevoli esponenti dell’Assemblea capitolina aprono uno scenario tutt’altro che sereno. «Il Pd e l’intero centrosinistra hanno sempre difeso la centralità del trasporto pubblico - precisa Pierpaolo Pedetti (Pd) - chiederò quindi una riunione di gruppo per formalizzare la totale contrarietà ad operazioni di privatizzazione. Emerge una preoccupante continuità con la passata gestione che ha portato sull’orlo del fallimento l'azienda». Una maggiore discontinuità disattesa anche per Maurizio Policastro (Pd) che sostiene come «sarebbe servito più coraggio». Chiaro il capogruppo Sel, Gialuca Peciola: «Clamorosa continuità col passato. È evidente che se vogliamo puntare a un’idea di servizio di trasporto efficiente, bisogna cambiare radicalmente rotta». Dichiarazioni di guerra da parte delle opposizioni. A partire dall’ex assessore capitolino, ora consigliere regionale Pdl, Antonello Aurigemma: «La nuova macrostruttura vede nelle posizioni chiave le persone portate dall’ex Ad Basile (già capo di Gabinetto di Alemanno). Ci chiediamo se l’allora opposizione, che tuonò contro queste decisioni chiamandole "scelte scellerate, Bisignani Boys ecc.", abbia interpretato la discontinuità nel senso che doveva essere lei a nominarli». E se il consigliere Pdl Cantiani chiede di portare la vicenda delle nomine in commissione Trasparenza, Ghera (FdI) e Cozzoli (Cittadini x Roma), hanno già pronta la richiesta di convocazione di un consiglio straordinario.

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