A Capannelle il trotto galoppa. La nuova pista è tracciata e le ruspe stanno preparando il fondo alla miscela di sabbia e pozzolana su cui si correrà. «Per contratto la consegna dei lavori è fissata al 31 ottobre», assicura Elio Pautasso, direttore dello storico ippodromo che, dopo 132 anni di vita, accoglierà l’altra specialità ippica. Il primo convegno potrebbe tenersi il 16 novembre e una settimana dopo le eliminatorie dell’86° Derby di Trotto, la cui finale è in programma il 7 dicembre, di sabato per evitare la bagarre calcistica festiva. Il Nastro Azzurro alle soglie dell’inverno non è una novità. Nel 2008 - quando vinse la varennina Lana Del Rio - si corse il 29 novembre, a fine sciopero delle categorie ippiche. La dirittura del nuovo trotter (disegnato dall’architetto Pierfrancesco Mauro, il padre Vincenzo progettò Tor di Valle) ricalca quella usata fino a febbraio per gli ostacoli, il cui percorso rimarrà comunque all’80%. Le corse dei saltatori si potrebbero però spostare all’Ippodromo Militare Tor di Quinto, Ministero della Difesa permettendo. Andrebbero salvate almeno due classiche, il Grande Steeple Chase (nato nel 1854 ai Prati Fiscali) e la Gran Corsa Siepi (prima edizione nel 1948) entrambe dedicate a Roma ed in cui hanno corso cavalli leggendari e cavalieri indimenticabili come Federigo Caprilli e i fratelli D’Inzeo. Il tracciato a mano destra («impossibile fare l’inverso, che avrebbe comportato una seconda zona di arrivo, altre tribune e l’annoso superamento dei vincoli della Sovrintendenza») non sembra preoccupare più di tanto trainer e driver del trotto. «I cavalli di oggi sono atleti selezionati e le maggiori scuderie li stanno preparando per correre pure in senso orario», spiega Rolando Luzi, conduttore del talk-show tv «Ippica no Problem». Per altro da tempo i trottatori fanno training destrorsi: «Anche più veloci, perché rilassati in quanto non vi associano la fatica della corsa solitamente sinistrorsa», rivela il collega Michele Ferrante. Quello che invece preoccupa la gente del turf è l’attraversamento con i sulky dell’anello in erba del galoppo per accedere al nuovo trotter: «I trottatori prima della corsa sgambano e a volte rientrano per uscire nuovamente», sospira Ovidio Pessi, ex-jockey alla Dormello Olgiata ed ora presidente degli allenatori di galoppo. «Decine di passaggi che solcano a fondo la nostra pista, un rischio per i purosangue lanciati a 65 km all’ora». La soluzione è posizionare l’ingresso dei trottatori dopo il palo o prima del via dei 1600 m dove c’è da tempo un passaggio consolidato.
Il trotto torna in pista
Ippodromo delle Capannelle a un passo dall’esordio A metà novembre il primo convegno, poi il Derby
