Roma Capitale

Via le agenzie regionali. Ok degli industriali

Imprese con pochi incentivi fiscali, la Regione promette il cambio di passo e pensa a togliere di mezzo la Bil (Banca Impresa Lazio), magari anche Sviluppo Lazio, Unionfidi, Filas e Bic, tornando a...

Imprese con pochi incentivi fiscali, la Regione promette il cambio di passo e pensa a togliere di mezzo la Bil (Banca Impresa Lazio), magari anche Sviluppo Lazio, Unionfidi, Filas e Bic, tornando a un sistema di appalti pubblici per cui chi vince si aggiudica la funzione creditizia e la esercita stante la supervisione della Regione. Lo studio Unindustria-Cer, presentato ieri dal presidente degli industriali Maurizio Stirpe, è l’occasione per parlare della situazione di crisi in cui versano le imprese e della scarsità di incentivi fiscali offerti dalla Regione Lazio, rispetto a quanto accade nel resto d’Italia. Come penultima regione, il Lazio ha infatti davvero poco da invidiare. Non solo, le agevolazioni alle imprese risultano addirittura diminuite rispetto a qualche anno fa. Una situazione che merita una riflessione profonda anche se Stirpe non se la sente di affondare il coltello nella piaga. «Non voglio essere troppo negativo - il suo commento - il dato sulle agevolazioni è conseguenza del problema numero uno in Regione, vale a dire il deficit sanitario». Va da sé che soprattutto in periodi di crisi balza agli occhi l’incapacità di sostenere adeguatamente il tessuto produttivo con aiuti economici. Da qui una prima rassicurazione dell’assessore regionale allo sviluppo economico Guido Fabiani su un tema particolarmente caro agli imprenditori, vale a dire lo sblocco dei pagamenti. «Otto miliardi e mezzo saranno restituiti alle imprese da oggi a febbraio, secondo il decreto nazionale. Non ci dimentichiamo che questa Regione ha trovato una situazione debitoria di 22 miliardi, di cui 12 accumulati nei pagamenti alle imprese». Ma ce ne è anche per l’attuale sistema creditizio. Proprio ieri mattina in commissione alla Pisana è stata avanzata una proposta di riordino delle agenzie regionali, Sviluppo Lazio, Filas, Bic, Bil e Unionfidi. «Faremo una struttura unica - rassicura Fabiani - in particolare Bil verrà chiusa e le sue funzioni verranno svolte da un’unica struttura». Dunque un tentativo di risposta alla richiesta degli industriali di non dare spazio a tanti piccoli progetti senza un quadro di programmazione complessiva del territorio.

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