Una lunga, rumorosa giornata quella di ieri alla Pisana dove si è svolto tra le proteste il Consiglio straordinario sui rifiuti. Presenti, e rumorosi, i comitati per il «no» a Falcognana. Circa in 300 hanno manifestato la loro rabbia con slogan, prodotti dell’agroromano e persino la statua della madonna crocefissa. Tra di loro anche Don Fernando, il parroco rettore del Santuario del Divino Amore che, da uomo di fede, non perde la speranza: «Resto fiducioso che la discarica a Falcognana non si farà. Magari sarà un nuovo miracolo della Madonna del Divino Amore. Il dibattito dimostra che c’è una spaccatura in Regione, se si dovesse fare la discarica si farebbe imposta dalla maggioranza del Consiglio. Invece sono convinto che prevarrà il lavoro che c’è alle spalle di questi dibattiti e, quindi, il buon senso». In effetti, se il Pdl spara a zero, il Pd fa quadrato intorno a Zingaretti, ma con riserva. L’appello del governatore di mettere da parte la stagione delle polemiche, difficilmente, e per certi versi ovviamente, avrà seguito. «Non stiamo creando un problema, ma stiamo provando a risolverlo riducendo al minimo i disagi - ha detto Zingaretti - sono totalmente disponibile ad avviare un processo che ci permetta di poterlo farlo insieme perché, se questa è la posta in gioco, le istituzioni, unite in un obiettivo condiviso, potranno aiutare questo processo e, agli occhi dei cittadini, indicare una classe politica che non litiga sempre ma, se vuole, può risolvere i problemi». Poi un passo avanti: «Visto anche il grado di disaffezione e non fiducia dei cittadini verso le istituzioni, ritengo utile proporre di nuovo la costituzione di un comitato composto dal Municipio e dai comitati di Falcognana per la verifica della gestione di tutte le fasi del sito. Confronto e vigilanza dei cittadini sono risorse preziose per il miglioramento dell’azione di governo». Una soluzione tampone, quella di Falcognana, alla quale è stato affiancato «l’iter di revisione del piano regionale dei rifiuti con l’abolizione dello scenario di controllo. È partito il monitoraggio per ridefinire il fabbisogno degli impianti - annuncia Zingaretti -. Il nuovo piano punterà fortemente sulla riduzione, sul riuso e sul riciclo. Il nostro obiettivo è costruire una nuova gestione dei rifiuti». Di nuovo modello parla anche il capogruppo M5S, Davide Barillari, mentre il capogruppo Pdl, Luca Gramazio non fa sconti: «Zingaretti, come al solito, ha evitato di entrare nel merito delle domande che poniamo da quasi due mesi, proseguendo con silenzio e contraddizioni. È allucinante che, a pochi giorni dalla chiusura (o presunta tale) di Malagrotta, la Regione non sia stata in grado di dare risposte chiare alle perplessità, nostre e dei cittadini». Laconico Francesco Storace (La Destra): «Zingaretti su Falcognana va avanti come un carro armato, ignorando i cittadini». Chiara la posizione del Pd con il consigliere Simone Lupo: «La Giunta Zingaretti sta facendo scelte importanti e coraggiose per uscire dal pantano in cui era finita la Regione con la Polverini. Quello che chiedo, però, è che l’autorizzazione di Falcognana abbia una data di scadenza certa, senza proroghe». Stessa richiesta della consigliera di Per il Lazio, Teresa Petrangolini e sulla quale ci mette la faccia è anche il coordinatore Pd Roma, Eugenio Patanè: «Mai più un’altra Malagrotta». Ipse dixit.
Rifiuti, Zingaretti promette: rivoluzioneremo l’intero ciclo
Il discorso del presidente non convince il Pdl. Dal Pd sì con riserva
