Roma Capitale

Il Consiglio approva una delibera. La prima in 100 giorni

Cento giorni compiuti e, finalmente, una seduta dell’Assemblea capitolina con iscritte all’ordine dei lavori due delibere. Un record storico quello raggiunto dal primo Consiglio comunale di Roma...

Cento giorni compiuti e, finalmente, una seduta dell’Assemblea capitolina con iscritte all’ordine dei lavori due delibere. Un record storico quello raggiunto dal primo Consiglio comunale di Roma Capitale a 48 membri. Un effetto della riforma che avrebbe dovuto snellire l’attività amministrativa. Auspicio al momento sconfessato. Anche ieri, mentre in piazza del Campidoglio infuriava la manifestazione dei movimenti per il diritto alla casa, i consiglieri riuniti in Aula Giulio Cesare davano inizio alla prima, effettiva seduta del nuovo mandato. Due le delibere in esame, poca cosa, sia chiaro. Una su un’acquisizione bonaria di un’area antistante una scuola elementare per la realizzazione di un parcheggio, l’altra su un’accettazione bonaria in favore dell’amministrazione di un’area di 3.500 metri quadrati. Non si tratta di imponenti atti ma di semplice, persino banale, routine amministrativa. Eppure anche in questo caso la maggioranza è riuscita "miracolosamente" a franare su se stessa. Delle due delibere all’ordine dei lavori infatti ne è stata approvata una sola, fermando il timer della durata del Consiglio comunale a meno di 45 minuti, appello compreso. Il provvedimento sulla cessione, ricordiamo bonaria, era infatti privo del parere della commissione Patrimonio e pertanto irricevibile in Aula Giulio Cesare. Una distrazione certamente che pone tuttavia più di una riflessione. L’idea di inserire nell’ordine dei lavori non più solo mozioni ma anche delibere, tanto per dare qualche minuscolo specchietto alle allodole che attendono, può anche funzionare per qualche giorno. Poco lavoro insomma, dovuto alla stasi di giunta e partiti. E se già questo di per sé potrebbe cominciare a innervosire più di un cittadino, costretto magari a trascorrere metà della giornata in mezzo al traffico per mettere insieme il pranzo con la cena, il fatto di assistere all’"inerzia" della politica può risultare davvero inaccettabile. Una chiamata alla responsabilità di chi governa la Capitale e lo fa dopo cinque anni di opposizione. Cinque anni in cui si è attaccato a 360 gradi su ogni singolo atto della precedente maggioranza di centrodestra. Occorre ora dimostrare che non erano attacchi fini a se stessi ma per imporre una progettualità di città. L’alternativa insomma. Il centrosinistra e soprattutto il Pd, al governo cittadino per 15 anni prima della «pausa di riflessione» imposta dalla vittoria del centrodestra, non ha davvero alibi.

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