Roma Capitale

Assicurazioni di Roma, Cardia replica a Marino

Non ci sta il presidente di Assicurazioni di Roma, l’avvocato Marco Cardia, al discorso del sindaco Marino in Aula GiulioCesare di venerdì, quando ha comunicato urbi et orbi la revoca del consiglio...

Non ci sta il presidente di Assicurazioni di Roma, l’avvocato Marco Cardia, al discorso del sindaco Marino in Aula Giulio Cesare di venerdì, quando ha comunicato urbi et orbi la revoca del consiglio di amministrazione della Mutua assicuratrice capitolina. Diverse le contestazioni del primo cittadino, dalla mancata comunicazione dell’ispezione da parte dell’Istituto di Vigilanza, alla nomina del Cda avvenuta senza il rispetto delle quote rosa, al rinnovo del Collegio sindacale avvenuto in pieno ballottaggio e nel quale non ci sarebbero professionalità adeguate. «Le considerazioni del sindaco Marino sono di stretta natura politica nelle quali non è mio compito entrare - ha replicato in una nota Cardia -. Ho cercato di lavorare sempre rispettando la proprietà e le esigenze di Roma, a prescindere dalla Giunta che la rappresentava. Per quanto attiene l’obbligo di informativa, non vi è un termine perentorio entro il quale adempiervi e la comunicazione al Comune da parte del Cda dei rilievi Ivass è stata data nel mese di luglio, subito dopo aver studiato la relazione e prodotto le controdeduzioni. Peraltro, il procedimento Ivass non si è ancora concluso. Per quanto attiene ai requisiti di professionalità del Collegio sindacale, i cui componenti sono stati designati dall’assemblea dei soci, il Cda come suo compito ha trasmesso i curricula all’Istituto di vigilanza, che ha chiesto ulteriori specifiche, poi trasmesse e sulle quali l’Ivass deve ancora pronunciarsi in merito. Da ultimo, il sottoscritto è stato convocato insieme al direttore generale il 1 agosto presso la Commissione Bilancio del Comune di Roma. In quell’occasione abbiamo avuto modo di confrontarci e di rendere palese le problematiche inerenti alle Assicurazioni di Roma. Da quanto scopra rimango oltremodo perplesso in ordine agli eventuali paventati possibili risvolti penali relativi all’operato del cda».

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