Roma Capitale

Marino: presto incontro con Pisapia Malagò e Letta

«È un percorso in cui non vedo divisioni ma idealità. Penso che non bisogna considerare i giochi olimpici come una spesa ma come uno staordinario investimento per il nostro Paese. Adesso c’è la...

«È un percorso in cui non vedo divisioni ma idealità. Penso che non bisogna considerare i giochi olimpici come una spesa ma come uno staordinario investimento per il nostro Paese. Adesso c’è la possibilità di tornare a sognare». Così il sindaco Marino, intervenendo alla manifestazione Atreju, è tornato a parlare del sogno olimipico per il 2024, confermando l’incontro del 23 settembre «con Giuliano Pisapia e poi anche Letta e Malagò - ha detto il primo cittadino -. Roma ha davvero una straordinaria opportunità per candidarsi con orgoglio». La febbre olimpica però ha contagiato anche la Lombardia, che punta su Milano come candidata in virtù dell’Expo 2015 che di fatto getterebbe le basi per i Giochi del 2024. Per questo, dopo le convinzioni del governatore Roberto Maroni, ieri l’assessore lombardo allo Sport e pluriolimpionico Antonio Rossi ha rincarato la dose: «Concordo con il sindaco di Roma Marino che le Olimpiadi del 2024 sono una grande opportunità economica, soprattutto per la Lombardia e per il Nord, ma gli raccomando di sentire tutte le realtà istituzionali della Lombardia a partire dal presidente Maroni. Da più parti - ha proseguito Rossi - sento parlare di collaborazione tra istituzioni per ottenere un risultato positivo per il paese. E spero proprio che Ignazio Marino voglia seguire questa strada della concertazione incontrando tutti i soggetti che sono interessati allo svolgimento dei giochi olimpici in Italia come ha detto il premier Letta. Massima trasparenza e - conclude Rossi - nessuna segreta stanza. Occorre fare squadra». Il segretario generale del Coni, Roberto Fabbricini, riporta tutti con i piedi per terra. «Da qui a dire che c'è una candidatura stiamo andando di corsa, per arrivare ad una candidatura vera e propria c’è bisogno di un tavolo ampio e largo - ha detto Fabbricini - soltanto a nominare Roma si è dato la stura a qualche rigurgito locale, sono riuscite le città di Milano, Venezia, Torino. Bisogna vedere se il paese voglia essere sede dei giochi e poi si sceglierà la città, ma da qui a dire che sarà Roma ce ne corre, anche se ha un fascino particolare. Credo di poter dire che nei prossimi giorni faremo dei passaggi nei diversi livelli tra il Coni, la città e il governo, visto che serve uno sforzo economico enorme, epocale - ha spiegato - questo perché deve essere un discorso che va affrontato con lucidità e serenità. È previsto già un tavolo, nei prossimi giorni, allargato al governo, alla città, al Coni per vedere quali possibilità ci sono. Si parla - ha concluso - di Istanbul, Parigi, con il centenario, e una città americana, quindi una concorrenza difficile». Un buon motivo per lanciare una sfida unitaria.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.