Più critici che soddisfatti. Ieri mattina hanno vacillato anche le convinzioni dei sostenitori più convinti della pedonalizzazione, come Valerio Ridolfi, che da via Salvi doveva raggiungere l’Eur in bicicletta per lavoro: «Non basta chiudere una strada, questa non è ancora una vera pedonalizzazione, per noi ciclisti restano le barriere, per esempio le rotaie dei tram». La colonna sonora della giornata è stata il suono dei clacson, anche per l’impazienza verso chi - magari rientrato da poco in città - chiedeva informazioni ai vigili, non pochi, o si attardava scattato il verde. «È il primo giorno di lavoro e hanno cambiato tutto, non avevo ancora provato queste strade - risponde al volo Daniele Massoni, incolonnato tra auto, bus turistici e biciclette - abbiamo fatto un gran giro, sarà un problema per i ritardi nelle consegne». Continua la bocciatura totale, poi, da parte di residenti e commercianti. «In realtà siamo noi i veri danneggiati, le case non valgono più nulla, ci hanno fatto un’autostrada sotto casa e rinchiuso con le barriere di cemento», insiste Antonio Travaglini, che in via Labicana vive dal ’73. Gli utenti della strada, come detto, sono scettici. Spiega Francesco Pugliese, insegnante con due bimbe a bordo da portare a scuola, come sia «un’arteria troppo grande per farla diventare un senso unico - commenta imboccando viale Manzoni - immagino che davanti all’istituto ci sarà da combattere». D’accordo, da via Merulana, anche Mario Bolletta, che fa notare «l’incremento del traffico: è vero che a questo semaforo si è sempre aspettato ma mai così tanto, è evidente che chi ha studiato questa viabilità non ha mai guidato un’auto tra Colosseo e San Giovanni». Per altri il vero test, nonostante la ripresa dell’anno scolastico, deve ancora arrivare: «Non sono giorni come questi, con vigili e controlli, da prendere come termine di paragone - afferma Clementina Salvi, diretta ai Parioli per lavoro - su via Labicana il traffico c’è sempre stato, anche se mi sembra un po’ aumentato. Vediamo come procede la situazione. Se peggiorasse sarebbe un problema». Ma come anticipato sono soprattutto residenti e commercianti a sottolineare tutti gli aspetti negativi di una pedonalizzazione, che loro speravano si fermasse alla fase sperimentale. «Invece la situazione sta precipitando», dice Maurizio Gugliotta dal suo negozio di spedizioni su via Labicana. Non sa da che problema iniziare: «Non ci sono i parcheggi e i clienti, non solo qui ma anche in banca o dal macellaio, cercano di limitare il più possibile gli spostamenti - racconta - Prima avevamo un’area per il carico e scarico merci di 14 metri, mentre ora ne hanno fatta solo una da quattro per tutti i commercianti della strada. Assurdo, chi trasporta latte o carne dovrebbe farsi più di quattrocento metri a piedi». Poi, «le multe a chi sosta nella stradina parallela, le inversioni di marcia tra i jersey che sono una inguardabile colata di cemento sul Colosseo: con l’ultima bomba d’acqua ci hanno fatto allagare il negozio. Anzi, tra poco in molti chiuderanno definitivamente».
Automobilisti infuriati. E anche i ciclisti si lamentano
Più critici che soddisfatti. Ieri mattina hanno vacillato anche le convinzioni dei sostenitori più convinti della pedonalizzazione, come Valerio Ridolfi, che da via Salvi doveva raggiungere l’Eur in...