Roma Capitale

Villa Bonelli, riapre la Sciascia. La preside Serafin grida: ce l’abbiamo fatta

Il sindaco Marino con i bambini. L’istituto a rischio crollo era stato chiuso per un anno

«Ce l'abbiamo fatta!» Ha gridato al microfono la preside Paola Serafin, in carica nel 2012. Dopo un anno, insegnanti, genitori e bambini hanno festeggiato insieme, questa mattina, la riapertura della scuola elementare Leonardo Sciascia di via Lupatelli nel quartiere Portuense. A tagliare il nastro il sindaco di Roma, Ignazio Marino, l'assessore capitolino alle Periferie e Lavori pubblici, Paolo Masini, l'assessore alla Scuola, Alessandra Cattoi, il presidente del Municipio XI, Maurizio Veloccia. «Con la riapertura del plesso in tempo per l'inizio dell'anno scolastico manteniamo un impegno preso con il nostro territorio. Questa scuola costituisce - ha detto Veloccia - un'eccellenza e un punto di riferimento fondamentale del municipio XI, per questo ci siamo assunti la grande responsabilità di procedere in tempi brevissimi alla realizzazione dei lavori perchè è importante garantire agli oltre 600 bambini un rientro certo nella loro scuola». L'edificio era stato sgomberato il 18 settembre 2012 a causa di un problema a un pilastro del sottostante Teatro e la scuola, dichiarata inagibile, è stata chiusa e i bambini spostati in strutture vicine. L'intervento strutturale ha compreso il risanamento di 100 pilastri al piano terra, 50 pilastri al primo piano e 26 al secondo piano per un costo complessivo di di 1992mila euro. Per l'assessore Masini «oggi è una bella giornata. È stata una lunga storia ma ci siamo riusciti perchè tante persone hanno fatto il proprio dovere e per questo ringrazio i genitori, l'architetto che ha fatto un lavoro enorme, l'impresa che ci dimostra che nei lavori pubblici ci vuole rigore perchè i soldi dei contribuenti vanno spesi bene». «Questa scuola ha subito una ferita importante e l'aspetto più importante - ha sottolineato Marino - è stato il saper reagire come una vera comunità. Grazie a tutti i genitori che hanno fatto tutto quello che penso si debba fare in una società civile e cioè essere uno stimolo per l'amministrazione. Questi sono gli impegni che sentiamo di voler prendere con i cittadini e andremo avanti in questo modo». A chiudere la cerimonia, le note dell'Inno d'Italia suonato dalla banda dei vigili urbani e cantata da bambini, genitori e insegnanti.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.