Roma Capitale

Alla Camera di commercio arriva la resa dei conti

L’obiettivo è far dimettere il presidente Cremonesi

Giancarlo Cremonesi alla resa dei conti. Sul tavolo del presidente della Camera di Commercio di Roma è arrivata ieri una lettera firmata da 20 consiglieri (su un totale di 32) in cui si chiede una convocazione urgente in Consiglio e si invita, l’attuale presidente, alle dimissioni. Chi gli succederà? Lorenzo Tagliavanti, ora Direttore della Cna di Roma, almeno per i prossimi due anni che restano fino alla scadenza naturale del mandato. Poi dovrebbe aprirsi un nuovo scenario con l’elezione, è probabile, di un altro Presidente. È questo il patto consumato tra i "piccoli" prima della pausa estiva e anticipato a luglio scorso da Il Tempo . Unirsi contro i «giganti» di Confindustria, spacciando questa unione con la nascita di un’associazione di categoria chiamata Alleanza Pmi Roma 97.6, sfiduciare Cremonesi dopo la rottura consumata tra Unione degli Industriali e Cna per l’ormai nota vicenda «staffetta» e aprire le porte al mandato con Tagliavanti leader. Ieri, il primo atto formale di questo percorso, con una lettera firmata dai consiglieri facenti parte, non a caso, dell’associazione Pmi Roma, vale a dire Alleanza Cooperative Italiane del Lazio, Casartigiani Roma, Cna di Roma, Coldiretti, Compagnia delle Opere Roma e Lazio, Confartigianato Imprese Roma, Confcommercio, Confesercenti, Confetra Lazio e Federlazio. Si tratta ad oggi di venti consiglieri ma non è escluso, dicono fonti vicine ai «piccoli», che nell’atto di votare per le dimissioni di Cremonesi, possano aggiungersene altri. Perché al di là di quanto apparso ieri sul comunicato ufficiale dei consiglieri camerali e cioè che «il nostro territorio ha ormai estremo bisogno che la Camera di Commercio superi le sue attuali frammentazioni e ritrovi la sua unitarietà nell’adesione ai bisogni delle imprese e delle pmi...» nella lettera indirizzata al presidente dell’Ente c’è la richiesta espressa di dimissioni. Sarà difficile ora per Cremonesi, che è anche presidente di Acea, non tenerne conto e non procedere alla convocazione straordinaria del consiglio camerale che, secondo i ben informati, dovrebbe avvenire entro 15 giorni. Due gli scenari a questo punto: resistere ai vertici fino alla scadenza del mandato, visto che non c’è alcun obbligo di dimissioni per il presidente della Camera, neppure davanti ad un atto del genere, o fare un passo indietro e aprire le porte a Tagliavanti che sulla vicenda ha preferito un «no comment». Se Cremonesi decidesse di mettersi da parte, tra le sue dimissioni e le nuove elezioni potrebbero passare un paio di mesi. Dunque una nuova governace entro la fine di quest’anno.

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