È già derby Roma-Milano per la candidatura ai Giochi olimpici del 2024. Nonostante la telefonata di ieri tra il sindaco di Roma Ignazio Marino e il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia abbia fatto chiarezza sulla collaborazione tra le due istituzioni. «Ho parlato con Pisapia e lui ha confermato che si lavorerà insieme - ha detto Marino - e che certamente non intende creare nessuno ostacolo se Roma avrà le condizioni per candidarsi a questo evento di natura planetaria. La gara non è tra noi e Milano ma tra noi e il resto del mondo perché il nostro Paese deve abituarsi a lavorare con rigore e serietà: se ci saranno le condizioni per riportare le Olimpiadi nel nostro Paese, deve esserci uno sforzo collettivo e condiviso che non può escludere le altre grandi amministrazioni, e Pisapia condivide pienamente questa impostazione. Così come l’Expo 2015 è un evento non solo per Milano ma per tutto il Paese, penso che Roma abbia in questo senso ottime condizioni di partenza per essere candidata». Comincia dunque all’insegna del fari play il duello per la candidatura più ambita, almeno per la Capitale che la insegue, invano, da almeno quattro sindaci. Un fair play confermato anche dal sindaco Pisapia: «Ho parlato con il Sindaco di Roma Ignazio Marino, e posso assicurare che, se le Olimpiadi 2024 saranno in Italia, non ci sarà nessuno scontro tra città. Prenderemo una decisione assieme». In effetti nel 2006, quando si ripropose la stessa sfida tra Roma e Milano, l’allora sindaco Moratti dopo un incontro con Veltroni decise di ritirare la candidatura del capoluogo lombardo per i Giochi del 2016. Il duello fino all’ultimo dossier è toccato invece a Alemanno con il sindaco di Venezia Massimo Cacciari: nel maggio 2010 ci pensò il Consiglio nazionale del Coni a bocciare la città lagunare a favore di Roma per il 2020. Il passo indietro, fatale, fu poi del governo Monti. Nel sogno olimpico insomma ci hanno creduto tutti, e chissà che stavolta, proprio quella in cui sono in pochi a crederci ancora, non sia quella buona. La Capitale del resto, è pronta. Oltre il 70% degli impianti esistenti sono adatti ad ospitare la competizione olimpica. L’investimento stimato dalla relazione del gennaio 2012 ammontava a circa dieci miliardi di euro. Risorse che consentirebbero, per quanto riguarda l’impiantistica sportiva, di completare la città dello Sport di Calatrava, la riqualificazione del Foro Italico, dello Stadio Flaminio, del Palazzo dello Sport dell’Eur, di realizzare il parco fluviale del Tevere e ristrutturare decine di impianti in tutta la città. Ma è soprattutto alle infrastrutture che si guarda con maggiore attenzione. Quasi tre miliardi per la rete ferroviaria, metropolitana, realizzazione e potenziamento di arterie urbane decisive, come la via del Mare o il collegamento tra la Salaria e la Flaminia. La Pisana intanto, con il presidente del Consiglio, Leodori è pronta a votare la mozione per la candidatura di Roma, stessa intenzione espressa dal presidente dell’Assemblea capitolina Mirko Coratti. Il presidente della Regione Lombardia Maroni caldeggia Milano. Marino ha fatto intendere che Milano ha già l’Expo 2015, ma Roma attende il Giubileo del 2025. La partita comincia da zero a sero.
Marino cerca l’alleanza con Pisapia Ma è guerra all’ultima olimpiade
Il presidente della Lombardia Maroni incalza: siamo in vantaggio noi
