Il bonus maturità per i test all’Università via da subito? «Una decisione politica che pone rimedio forse ad alcune grosse perplessità». Così, il rettore de La Sapienza, Luigi Frati, incontrando i giornalisti fuori dalla Facoltà di Ortopedia al termine dei test di accesso ai corsi di Laurea in Medicina e chirurgia e in Odontoiatria e protesi dentaria, ha commentato l’inattesa decisione del consiglio dei ministri sul cosiddetto «percentile». «Penso che per gli studenti delle scuole medie-superiori – ha puntualizzato Frati senza mezzi termini - ci debba essere un segnale importante, e cioè quello che meglio studiano, più hanno possibilità di scegliere all'università in modo confacente ai propri desideri». E la soluzione in vista maggiormente plausibile per garantire questa possibilità «potrebbe essere quella di correlare ciò che si è fatto alle superiori al risultato del test di ammissione». Un’esigenza che andrebbe rispettata anche nel caso in cui, come si sta discutendo, le prove di ammissione venissero anticipate al mese di Aprile. «Anticipare il test presenta vantaggi, ma anche qualche controindicazione», ha constatato Frati. «Di certo, bisognerebbe individuare il meccanismo attraverso il quale valorizzare il voto di maturità, correlandolo ai risultati delle prove d'ammissione». Dichiarazioni in sinergia sull’argomento con quelle rilasciate dalla titolare all’Istruzione, Maria Chiara Carrozza, che sull’azione di governo in tema scuola ha precisato: «Resta fermo che penseremo a una valorizzazione del curriculum scolastico, anche in termini di borse di studio». Sul fronte dei test di Medicina, poi, il rettore, evidenziando, dopo le recenti polemiche sulla distribuzione dei quiz sbagliati ai test di Psicologia dell’ateneo che si sono consumati la settimana scorsa, la regolarità con cui si sono svolti ieri i test, ha chiosato sulla questione inerente le possibilità numeriche generali di accesso: «E’ semplice. Così come ci sono le quote in agricoltura e negli altri settori, ci sono anche le quote medico. E’ così in tutta Europa ed è sempre stato così». Inoltre, dopo aver fatto gli auguri ai ragazzi ìperché si tratta di una professione importante”, sempre sulla graduatoria nazionale ha rimarcato: «Avere una selezione rispetto a coloro che aspirano a fare certe professioni è inevitabile. L'Italia è un Paese con un diritto allo studio molto basso. Mi metto nei panni di un ragazzo di una famiglia non benestante e di una regione povera, al quale viene data la possibilità di frequentare in una città nella quale il padre non può mantenerlo. E' un problema che va visto non solo all’interno di una graduatoria, ma certamente in un sistema parecchio più ampio». (Ha collaborato Alessio Buzzelli) .
Frati: «Le quote d’ingresso uguali a tutti gli altri paesi»
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