Una partenza lenta, e sofferta, quella dell’Assemblea capitolina, ferma dall’inizio di agosto e con un attivo assai magro di tre convocazioni dalle elezioni ad oggi. La capigruppo ha finalmente deciso di far ripartire i lavori giovedì nonostante all’ordine del giorno ci sia ben poco. La nomina dei tre componenti la commissione per i referendum di Roma Capitale e una sfilza di mozioni, atti politicamente rilevanti ma amministrativamente pressoché inutili. Di delibere insomma neanche l’ombra. Un "deficit" della giunta Marino che ancora non ha prodotto atti da sottoporre all’esame dell’Aula e da rapporti interni alla maggioranza ancora da solidificare. La proposta di delibera per le unioni civili, ad esempio, è stata già depositata da Sel ma incardinarne l’esame non è al momento ritenuto opportuno dal Pd. Uno stallo che sta creando qualche imbarazzo a tal punto che due giorni fa si è decisa l’istituzione di una «cabina di regia» in grado di creare quel "ponte" vitale tra i lavori della giunta e quelli dell’Assemblea capitolina. Un ruolo che svolgerebbe l’attuale coordinatore della maggioranza dell’Aula Giulio Cesare, Fabrizio Panecaldo. Una decisione necessaria, secondo alcuni, per mettere in moto la macchina politica e amministrativa della Capitale, al momento ferma alla fine della precedente consiliatura. E con il bilancio alle porte il "rodaggio" nei rapporti tra giunta e consiglio non consente ulteriori ritardi. Si parte dunque ma con incognite che pesano su equilibri politici e, a ricaduta, su un’attività amministrativa che, a parte la contestata pedonalizzazione dei Fori, stenta ancora a prendere il via. Non solo maggioranza però. Anche l’opposizione ha le sue grane da sbrogliare. La mancata istituzione delle quattro commissioni ai partiti che non fanno parte della maggioranza è un record negativo al quale porre rimedio. E se sulla presidenza della commissione più importante, quella alla Trasparenza, sembra sia arrivato il disco verde per il consigliere Giovanni Quarzo (ex Pdl ora al Gruppo Misto proprio per evitare il blitz sulla commissione), tutto tace su Roma Capitale, Riforme e Spending review. Un quadro ancora confuso, insomma, quello che regolerà l’equilibrio politico dell’Aula Giulio Cesare. La "competizione" tra Pd e Sel in maggioranza, l’autonomia dei grillini (che guardano però con simpatia al sindaco Marino), il ruolo ancora da definire della Lista Marchini, al pari di quello dell’ex sindaco Alemanno sono tasselli che, a mano a mano, dovranno trovare una loro collocazione. A partire dal Pdl, appeso alle vicende nazionali e che presto potrebbe, addirittura, non esistere più.
Assemblea convocata senza delibere
Una partenza lenta, e sofferta, quella dell’Assemblea capitolina, ferma dall’inizio di agosto e con un attivo assai magro di tre convocazioni dalle elezioni ad oggi. La capigruppo ha finalmente...