Roma Capitale

I docenti precari occupano il provveditorato

Nel Lazio nessun vincitore del concorso 2012 avrà il suo posto: graduatoria fuori tempo limite

Detto fatto. Gli insegnanti precari della scuola avevano promesso azioni di forza contro i tagli e il piano ndi assunzioni a tempo inderterminato previsto dal Miur e così è stato. Ieri mattina un gruppo di loro ha occupato i locali dell'Usp (ufficio scolastico provinciale) di Roma. È stato srotolato uno striscione da una delle finestre dello stabile, con su scritto: «Questo è il nostro Stato». L'azione vuole simbolicamente denunciare «l'esiguità del contingente di personale della scuola assunto a tempo indeterminato, solo 11.000 assunzioni» si legge in un comunicato del Coordinamento precari scuola di Roma. Le posizione dei prof a tempo determinato, praticamente un esercito di 100 mila docenti che ogni anno vengono licenziati a giugno e riassunti a settembre, è nota: «Chiediamo il ritiro di tutti i tagli imposti alla scuola, a partire dalla Gelmini e, su questa base, l'assunzione a tempo indeterminato su tutti i posti liberi e vacanti in organico di fatto e di diritto». La protesta non finisce qui: il Coordinamento ha poi invitato tutti a partecipare al presidio dei precari della scuola che il 4 settembre alle 15.00 sempre o di fronte all'USP di Roma, in via Pianciani. Mentre l’ufficio scolastico regionale sta riempiendo i buchi nell’’assegnazione delle cattedre emerge il problema delle immissioni in ruolo sfumate dei vincitori del concorso 2012. I numeri parlano chiaro. Sono stati assunti non più di 3.123 unità che in 12 mesi di studio hanno dovuto sostenere un concorso scuola dalle procedure molto complicate, test di preselezione, uno o più scritti e prova orale con simulazione di una lezione. I posti a disposizione erano ben 11.542. Solo 27 su cento ce l’hanno fatta. Paradossale la situazione nel Lazio dove non è stato possibile assumere nessuno dei 1.443 potenziali vincitori. Il direttore generale, Giuseppe Minichiello aveva già spiegato il perché: «Per il protrarsi dei lavori delle commissioni, non sarà possibile pubblicare entro il 31 agosto nessuna graduatoria definitiva del concorso». Il risultato è che si rimanda tutto al prossimo anno. Quindi si sapeva che sarebbe andata a finire così. Sconcerto e marezza dai diretti interessati e anche dalle istituzioni. «I tempi della burocrazia non possono essere una scusa valida per inadempimenti di questo tipo. In ballo c'è il futuro di migliaia di lavoratori e precariche attendevano un concorso da più di 10 anni» ha commentato il vicepresidente della Regione Lazio Massimiliano Smeriglio. Non meglio è andata nelle altre regioni. In Toscana sono state pubblicate le graduatorie solo per tre classi di concorso, in Calabria e Veneto, i lavori delle commissioni slitteranno a settembre, e in Sicilia le graduatorie non sono state rese note.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.