Roma Capitale

OktoberFest Village «Se non apriamo è un disastro»

Si appellano al «sindaco di Roma e a tutte le istituzioni che possano sbloccare la situazione» gli organizzatori dell’OktoberFest a Capannelle che, come già saprà chi intendeva partecipare alla...

Si appellano al «sindaco di Roma e a tutte le istituzioni che possano sbloccare la situazione» gli organizzatori dell’OktoberFest a Capannelle che, come già saprà chi intendeva partecipare alla prima serata, è stato stoppato un giorno prima dell’inaugurazione. Dopo la conferenza stampa di presentazione dell’evento, infatti, i vigili hanno contestato irregolarità, richiedendo in particolare il parere favorevole delle due sovrintendenze, capitolina e statale, trattandosi di un’area vincolata, pena multe da migliaia di euro ed eventualmente il sequestro delle strutture. Un "giallo" per gli organizzatori che, per quei terreni, credevano di essere in regola, anche alla luce dei precedenti: «Qui di norma c’è un circo che sosta, in modo stanziale, per mesi, e poi anche un mercatino artigianale, a loro non è mai stato chiesto nulla del genere». La quarta edizione dell’OktoberFest Village, che assieme alle tipiche birre di origine bavarese punta anche su vari spazi culturali e di intrattenimento con spettacoli folk, musica dal vivo e cabaret, sarebbe dovuta iniziare giovedì sera, quest’anno nell’area verde esterna a Capannelle sull’Appia Nuova, all’incrocio con via della Segretta, per continuare per circa un mese, fino al 26 settembre. Tutto, però, come detto è slittato, causando oltre al danno economico una catena di inconvenienti. «Da due mesi montiamo le impalcature per l’evento - si sfoga Giancarlo Verrelli, uno degli organizzatori - siamo al centro dell’Appia Nuova, sulla strada, impossibile pensare che nessuno se ne sia accorto, facendo controlli prima». «Noi - continua Verrelli - siamo in regola con tutto, dall’Acea alla Siae passando per le autorizzazioni degli uffici Tutela ambiente e del verde, mentre i vigili urbani ci chiedono ora due pareri delle sovrintendenze che, per esempio, al circo non erano richieste». Anche perché, si fa notare, si tratta di strutture amovibili, sarebbe dunque improbabile contestare un abuso. Da una visura, poi, l’area non risulterebbe vincolata, come invece sostenuto durante i controlli. I costi, nel frattempo, lievitano: «Abbiamo produttori di tipicità gastronomiche arrivati da Catania - conclude Verrelli - che hanno dovuto buttar via il cibo, paghiamo affitto, acqua, luce, pubblicità, senza contare l’indotto, oltre 200 persone che ci lavorano». Di qui l’appello alle istituzioni: «Non mi sarei mai immaginato di avere questi problemi un giorno prima dell’inizio della festa, chiediamo che ci vengano incontro con queste autorizzazioni, dandoci poi il modo di dimostrare che siamo in regola, in alternativa sarebbe un disastro anche economico per tutti gli operatori arrivati da fuori».

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