Roma Capitale

Il limbo dei Punti verde qualità

Decine di imprenditori che hanno investito milioni di euro nei Punti Verde Qualità (Pvq), ora rischiano il lastrico. Il tutto a causa di un’inchiesta giudiziaria per corruzione che ha coinvolto...

Decine di imprenditori che hanno investito milioni di euro nei Punti Verde Qualità (Pvq), ora rischiano il lastrico. Il tutto a causa di un’inchiesta giudiziaria per corruzione che ha coinvolto soltanto 3 o 4 di loro, ma che blocca la macchina burocratica e lascia nel limbo le strutture ancora da terminare. Un vulnus che adesso rischia di creare degrado in periferia, la perdita centinaia di posti di lavoro e un buco gigantesco nel bilancio del Campidoglio. I Pvq sono aree di proprietà comunale concesse in gestione ai privati attraverso bandi pubblici per essere trasformati in parchi curati e attrezzati: l’assegnatario ottiene un mutuo con garanzia fideiussoria del 95% da parte del Comune, costruisce e manutiene il parco e vi aggiunge strutture sportive (per lo più campi da calcetto, piscine o palestre) con le quali fare impresa e rimborsare il prestito; ad ogni step di lavori superato, una commissione di vigilanza del Campidoglio effettua una verifica e dà mandato alla banca (i cosiddetti Sal) di pagare la ditta incaricata dei lavori. Periferie come La Rustica, San Basilio, Tiburtino Sud, Ponte di Nona, e Spinaceto iniziano ad avere il loro bel parco e le strutture sportive annesse. Poi a novembre 2012 scoppia lo scandalo. Secondo i magistrati alcuni imprenditori, in accordo con i costruttori, avrebbero versato tangenti a dipendenti comunali per gonfiare le cifre dei progetti. Arriva il sequestro dei Pvq dell’Olgiata, Parco Feronia, Parco Spinaceto e Tor Sapienza: la Commissione di vigilanza ferma tutti i Sal, i cantieri si bloccano e gli altri imprenditori, quelli «puliti», si trovano costretti a fare i «giardinieri» con le strutture ancora a metà. A quasi un anno dallo scandalo ci sono ben 10 Pvq nel limbo, con cantieri fermi ma con l’onere di manutenere i parchi, 12 Pvq su carta bloccati e altri 21 da delocalizzare, oltre ai 15 per i quali mancano gli ultimi mandati di pagamento. Un caso simbolo a via Rocca di Papa, dove oggi uno scheletro di cemento fa da guardia a un bellissimo giardino all’inglese che costeggia via dei Colli Albani: qui Carlo Corsini sta facendo di tutto per mantenere il suo impegno con il quartiere, «ma se salta tutto sono rovinato». Ma non sono solo le imprese a tremare. Con il sistema dei Pvq, chi fosse costretto a mollare lascerebbe sulle spalle delle casse comunali fideiussioni per circa 400 milioni di euro, oltre a 500 ettari di terreno che ricadrebbero nel degrado. È per questo che l’Associazione Assegnatari Pvq, presieduto da Orlando Galimberti e Massimo Cirilli, ha chiesto l’intervento del sindaco Marino: «L’imbroglio di pochi non può gettare al vento il lavoro e le speranze di molti. Subito uno sportello Pvq».

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