Manlio Cerroni, il patron dei rifiuti laziali, boccia la discarica di Ecofer sull’Ardeatina e rilancia per la soluzione dell’emergenza un altro dei suoi siti, Pian dell’Olmo ai confini con Riano. Sul primo punto, l’allestimento di un invaso al Divino Amore, Cerroni fa notare come già in tempi non sospetti «un impianto di trattamento fu proposto da una nostra società nel quadrante zona Laurentina-Ardeatina, ma bocciato per motivi paesaggistici, archeologici e di viabilità». Tradotto, neppure il sito Ecofer può ora essere considerato idoneo. Sul secondo aspetto, l’alternativa alla Falcognana, Cerroni precisa: «Il primo lotto può essere realizzato in 100 giorni». Dopo un lungo silenzio, alla vigilia della scadenza dell’ultima, forse, proroga di Malagrotta fissata il 30 settembre, il capo del Colari entra dunque a gamba tesa riproponendo un’opzione che, probabilmente, rischia di compromettere un equilibrio, anche istituzionale, già vacillante. In una delle due lettere, inoltrate il 13 ed il 27 agosto al commissario Goffredo Sottile e, per conoscenza, a tutti i soggetti coinvolti compresa Ama, Cerroni ricorda infatti che «esiste una soluzione già in passato considerata dalla struttura commissariale e che poteva contare, a quanto ci risulta, sull'assenso della Provincia (quando presidente era Zingaretti e assessore al ramo Civita, ora nello stesso ruolo alla Regione Lazio), ed è Pian dell'Olmo nel comune di Roma». Un sito, ricordiamo, nelle disponibilità dell’imprenditore, prima scelta del commissario appena nominato dal Governo ma poi «bruciata» anche in seguito alle martellanti proteste dei residenti. «L'area - scrive ancora Cerroni - consente in 100 giorni la realizzazione di un primo lotto della capacità di 720.000 metri cubi sfruttando una cava dismessa, mentre la capacità massima complessiva sarà pari a 2.200.000 metri cubi, volumetria più che sufficiente affinché l’Ama raggiunga gli obiettivi del piano rifiuti». Una soluzione che cancellerebbe l’ipotesi di Monti dell'Ortaccio «facendo automaticamente decadere le motivazioni che hanno portato alla sua autorizzazione», attuabile «in collaborazione con Ama» o, in alternativa, «nulla vieta che il commissario, in forza dei suoi poteri, proceda immediatamente con l'occupazione d'urgenza e, avvalendosi eventualmente anche del nostro progetto, possa dare luogo alla gara europea per la realizzazione e gestione della discarica». Nella seconda lettera Cerroni considera invece impraticabile la soluzione della Falcognana anche per ragioni tecniche: «Una nostra proposta fu bocciata dalla commissione per motivi paesaggistici, archeologici e di viabilità». Insomma, come potrebbe il sito andare bene ora?
Cerroni rilancia Pian dell’Olmo
Il patron di Colari scrive a Sottile: c’è un’alternativa a Falcognana
