È dura la vita del primo cittadino. «Sveglia alle sei. Prima riunione alle 8 del mattino. Alle 23 l’ultima». E poi? «A casa a mezzanotte. E niente mondanità». E ancora: «Solo dodici giorni di ferie. Sei per i collaboratori». E tutto questo per cosa? «4.500 euro mensili, 3.600 gli assessori». A raccogliere il «lamento» di Ignazio Marino - che si basa pure su numeri visti al ribasso, visto che il salario del sindaco è di 5.300 euro - è stato il Venerdì di Repubblica nel numero di metà agosto. «Amministriamo bilanci miliardari e responsabilità enormi», confida il sindaco parlando «della battaglia anche sua sui costi della politica». «Ammetto che forse si è ecceduto», è l’amara considerazione resa più aspra dal fatto che «i parlamentari si sono tagliati le briciole». «Non è un buon momento per rivendicazioni salariali. Ma prima o poi bisognerà riequilibrare», si legge ancora nell’articolo che è finito, causa ferie, soltanto ieri nel mirino dell’opposizione. «Dopo la finta pedonalizzazione Marino ha scoperto un'altra emergenza: il suo stipendio», scrive il capogruppo Pdl in Campidoglio, Sveva Belviso. «Se, in tempi di crisi così drammatica, e dopo anni di laute retribuzioni da parlamentare, aveva intenzione di chiedere un aumento di stipendio avrebbe potuto inserirlo nel suo programma elettorale informando correttamente i cittadini delle sue intenzioni», continua l’ex vicesindaco che conclude: «ho deciso di promuovere una colletta. Aiutiamo Marino, visto che ha così bisogno». A sottolineare l’«autolesionismo» del primo cittadino è il senatore pdl Andrea Augello che scrive: «ogni giorno che passa mi convinco della assoluta inutilità di un'azione di opposizione nei confronti del sindaco Marino: basta star fermi e il grosso dei problemi se lo crea da solo». «Uno schiaffo in faccia a quanti, anche svolgendo il loro lavoro meglio dell'attuale sindaco di Roma, faticano ad arrivare alla fine del mese», aggiunge Gianni Sammarco, deputato e coordinatore del Pdl di Roma. «A Marino non basta utilizzare Roma come trampolino di lancio personale, vuole anche essere pagato di più per essersi scomodato ad amministrare la Capitale», conclude. Al leader de La Destra, Francesco Storace, bastano i 140 caratteri di un tweet per "sparare" sul sindaco. Altro che spending review: «Ignazio Marino lamenta uno stipendio basso - scrive dal suo account su Twitter - Dopo i tanti milioni stanziati per il suo staff, a Roma arriva la "spending deppiù"».
Il sindaco vuole l’aumento. Il Pdl insorge
È dura la vita del primo cittadino. «Sveglia alle sei. Prima riunione alle 8 del mattino. Alle 23 l’ultima». E poi? «A casa a mezzanotte. E niente mondanità». E ancora: «Solo dodici giorni di ferie....
