L’ora «x» è scattata l’11 giugno. Quando la vittoria del centrosinistra con Ignazio Marino ha aperto sogni e speranze di una flotta di dirigenti e funzionari "in pectore", pronti a fornire scatoloni da trasloco agli oltre 70 esterni, tra dipartimenti centrali e municipali, nominati dalla precendente giunta Alemanno. Un «bottino» reso ancora più ricco da pensionamenti e prepensionamenti. Tradotto in cifre, al primo maggio 2013 risultano vacanti nell’organico dirigenziale di Roma Capitale circa 107 posti, di cui almeno 16 dirigenti tecnici, oltre a 1.893 posti di Funzionari (categoria D), di cui almeno 306 amministrativi e 26 economico-finanziari. Le pressioni politiche, ovviamente, sono fortissime. Ma il vento è cambiato, o così sembra, ed è già pronta una mozione proposta dal presidente dell’Assemblea capitolina, Mirko Coratti, in accordo con il sindaco Marino, di respingere la flotta degli aspiranti dirigenti e funzionari comunali e municipali provenienti dall’esterno. L’accordo tra i vertici politici della macchina amministrativa è stato di fatto già siglato. Nel 2005 l’amministrazione capitolina aveva già bandito una serie di concorsi interni ed esterni, per le cosiddette «famiglie amministrative, economico e organizzative», «famiglia tecnica» e per il passaggio verticale dalla categoria C alla categoria D. E proprio da quelle graduatorie il dipartimento Risorse umane è chiamato ad attingere per riempire tutti i posti resi vacanti nelle dirigenze comunali. Un modo per arginare, o meglio per tentare di arginare, il fenomeno clientelare che, al netto del rapporto di fiducia che deve contraddistinguere alcuni incarichi dirigienziali, ha da sempre caratterizzato l’amministrazione capitolina, e non solo. «L’assunzione di dirigenti dalla graduatoria interna comporterebbe un mero adeguamento di stipendio - spiega il presidente dell’Assemblea capitolina, Mirko Coratti - senza dover impegnare somme esose per l’assunzione a tempo determinato di dirigenti. Il passaggio invece dei dipendenti dalla categoria C a D, cioè da Istruttore a Funzionario, non comporta sostenzialmente nuove assunzioni, ma la trasformazione di un rapporto di lavoro esistente. I costi dello scorrimento delle graduatorie comporterebbero di fatto a un risparmio superiore al 50 per cento rispetto alla gestione Alemanno che vedeva impegnati oltre cinque milioni di euro l’anno solo per il personale esterno con la qualifica di dirigenti e funzionari». Una scelta questa «tesa anche a motivare e valorizzare - conclude il presidente dell’Aula Giulio Cesare - il personale interno, per anni mortificato nonostante l’altissima valenza professionale e tecnica». La strada insomma è chiara. Resta solo da vedere chi, come e soprattutto in quanti la intraprenderanno.
Pronta la carica dei cento dirigenti
Una mozione blocca le assunzioni esterne ma si vota a settembre
