Roma Capitale

Pomarici: «Aula fannullona, con noi si lavorava di più»

Se il buon giorno si vede dal mattino, quello intravisto dall’ex presidente dell’Assemblea capitolina, Marco Pomarici (Pdl), non è roseo. «Il raffronto con la precedente Consiliatura dice...

Se il buon giorno si vede dal mattino, quello intravisto dall’ex presidente dell’Assemblea capitolina, Marco Pomarici (Pdl), non è roseo. «Il raffronto con la precedente Consiliatura dice chiaramente che l’Aula Giulio Cesare fu convocata e lavorò di più prima della pausa estiva. Escludendo la seduta inaugurale del 26 maggio il Consiglio si riunì 11 volte fino al 31 luglio 2008. Questa volta esclusa la prima convocazione del 1 luglio, ci sono state tre sedute. Praticamente nulla». Onorevole Pomarici, però si è votato il 10 giugno, cosa fare di più? «La mia non è una critica al presidente Coratti, che ricoprendo un ruolo terzo deve prendere atto di quanto emerge dalla capigruppo, in particolare delle indicazioni di maggioranza e Giunta. Una Giunta che sicuramente ha prodotto poco o nulla costringendo l’aula all’inoperatività. Si è preferito il sensazionalismo mediatico della la finta pedonalizzazione dei Fori». Il presidente Coratti ha annunciato dei consigli straordinari itineranti nei municipi, cosa ne pensa? «Vedremo volta per volta la reale portata della proposta, se ci sarà un vero interesse e coinvolgimento dei cittadini o se si tratta dell’ennesimo specchietto per le allodole». Le commissioni in quota opposizione sono ancora da nominare, il Pdl ha perso due consiglieri per questo. O magari c'entra la nuova Forza Italia? «La situazione politica nazionale è fluida e avrà inevitabilmente ripercussioni anche su Roma. È prematuro ora disegnare i futuri scenari nella composizione dei gruppi consiliari, ma certamente il percorso che porterà a Forza Italia 2.0 è irreversibile». Le prime delibere importanti in Aula saranno quelle delle aziende e del bilancio. Che tipo di opposizione farete? «Un’opposizione seria, costruttiva, ben diversa da quella del "tanto peggio tanto meglio" del centrosinistra sotto l’amministrazione Alemanno. Il nostro compito è portare in Aula quello che ascoltiamo sui territori, quella famosa vox populi, tanto decantata ma quasi mai ascoltata». Un consiglio da dare al suo successore? «Il collega Coratti aveva già ricoperto questa carica e conosce le insidie e la complessità del ruolo. Mi auguro che essendo anche lui un moderato, contribuisca a mantenere in vita quel dialogo che deve necessariamente esistere con l’opposizione. Moltissime volte mi sono adoperato, non saltando mai una seduta, per smussare gli angoli e trovare una sintesi. Il muro contro muro ad oltranza non è mai positivo».

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