Con il progetto di realizzare il «parco archeologico più grande del mondo» Ignazio Marino sta cercando di prenotarsi un posto nei libri di storia. Da ieri ha anche un epiteto: il «pedonalizzatore», che per il momento, però, rimane nelle pagine di cronaca. Dopo lo stop alle auto sui Fori Imperiali, l’annuncio - o la minaccia, secondo alcuni - di chiudere al traffico tutta l’area del Tridente, il sindaco infatti ha intenzione di pedonalizzare anche ampie zone nei quartieri meno centrali della Capitale. «Ho un progetto più ambizioso, perché la città non è solo il centro ma è anche e soprattutto quella parte importante al di fuori delle Mura Aureliane - ha detto Marino intervistato da RadioRadio - all’interno vivono meno di 200 mila persone, all'esterno oltre 2,7 milioni. Allora dobbiamo realizzare in altri quartieri, e ce ne occuperemo già nelle prossime settimane, delle aree pedonali dove il decoro urbano venga arricchito e dove le persone possano godere dell'opportunità di passeggiare, fare degli acquisti, portare i propri bimbi, chiacchierare o fermarsi a prendere un gelato. Insomma, il modello di urbanizzazione che punta su una società che si possa chiamare comunità non deve e non può essere limitato solo al centro storico». Dunque, nel mirino del sindaco è finita tutta quella fascia di quartieri all’interno del Grande raccordo anulare che, con l’estendersi delle aree urbanizzate, non è più possibile chiamare periferia. Dal Campidoglio assicurano che sono già in corso «monitoraggi» e «ricognizioni» per individuare vie, piazze e comprensori non solo da chiudere al traffico, ma anche da valorizzare con piste ciclabili, parchi giochi recintati, e interventi sul decoro urbano. Alberone, Monteverde, Montesacro e Nuovo Salario sarebbero solo alcuni dei quartieri "papabili" per i primi interventi che ad oggi rimangono nella categoria delle belle intenzioni. «Tra comunicazione e azione la distanza non è breve», amano ripetere nelle stanze del Campidoglio. «Sembra proprio che per il sindaco la pedonalizzazione sia una fissazione personale più importante di qualsiasi emergenza cittadina - ha commentato il predecessore Gianni Alemanno - prima la finta pedonalizzazione del Colosseo, poi quella del Tridente e infine adesso le periferie. Il problema è sempre lo stesso, manca un approccio sistematico al problema del traffico». «I romani e le romane - ha rivendicato Marino riguardo ai 300 metri di via dei Fori Imperiali banditi alle auto - hanno ritrovato l'orgoglio nel riprendere possesso di una strada che era diventata ad alta circolazione. E questo si può realizzare anche al Tridente: piazza del Popolo, via Ripetta, via del Corso e via del Babuino, dove si potrebbe realizzare una pedonalizzazione totale anche se occorre sentire cittadini e commercianti. È dimostrato scientificamente, infatti, che ovunque si è pedonalizzato il profitto per i commercianti è aumentato e le persone entrano più facilmente e più spesso nei negozi». L’obiettivo del sindaco è quello una serie di pedonalizzazioni integrali, come quella di Ferragosto terminata domenica scorsa ai Fori Imperiali. «Un luogo che rappresenta la storia della civiltà occidentale - ripete da settimane Marino - dove hanno camminato personaggi come Giulio Cesare, Cicerone, Catilina». E dove adesso pedala il «pedonalizzatore».
Marino il pedonalizzatore
Il sindaco rilancia dopo i Fori senza auto e gli annunci sul Tridente «Non esiste solo il Centro. Chiuderemo al traffico le periferie»
